L’utilizzo di aghi a scopo terapeutico è antichissimo e trae origine dalla medicina orientale e dall’agopuntura
cinese.
Già nel 1800 Karl Baumscheidt usava siringhe a 30 aghi nelle reumoartropatie.
Questa tecnica, che è stata riadattata recentemente dalla medicina estetica per il ringiovanimento cutaneo, ora
viene chiamata Needling.
A metà dell’800 i fratelli Huneke inventarono la Neuralterapia e, un secolo dopo, nel 1948, Charles Mercier
introdusse la metodologia di iniettare cocktails di sostanze omeopatiche nel derma.
Il meccanismo di azione di questa tecnica iniettiva è estremamente complesso, ma possiamo distinguere tre
meccanismi di azione .
- Biochimico .
- Riflessogeno.
- Tissutale.
Questi meccanismi vengono attivati dall’infissione di aghi in punti ben determinati di vie energetiche
preferenziali, chiamate meridiani, come ci insegna l’agopuntura e la medicina tradizionale cinese.
L' infissione dell’ ago può essere potenziata iniettando anche delle sostanze nel derma.
In questo caso non si parlerà più di agopuntura ma di mesoterapia o tecnica iniettiva loco regionale.
La Mesoterapia o iniettiva loco regionale è considerata un trattamento medico, attuato per mezzo di iniezioni
zonali di sostanze biologicamente attive che sfruttano la particolare reattività del tessuto connettivo,
utilizzando sia l’azione riflesso terapica dell’ago di per sè, sia l’effetto medicamentoso della sostanza che
viene iniettata.
Quando le sostanze iniettate sono rimedi biologici parliamo di Biomesoterapia.
Per far si che l’effetto sia ancora più forte, i rimedi biologici possono essere iniettati direttamente sui punti
specifici dell’agopuntura, in questo caso parleremo di Omeosiniatria.
Se invece inietteremo dei farmaci classici sui punti dell’agopuntura si parlerà di Chimiopuntura.
Cambiano i nomi, ma in realtà è l’ottenimento del risultato quello che conta;
che sia un semplice ago, un ago bagnato con un particolare rimedio, od una iniezione di un particolare
cocktail di rimedi, sarà l’operatore a decidere quale sia la via più breve e scevra da effetti collaterali atta ad
aiutare la guarigione.
Il dolore provocato dall’ago è minimo rispetto ai benefici che se ne possono trarre.
Ma quali sono le sostanze che si possono usare in mesoterapia?
Per quanto riguarda le sostanze della farmacopea ufficiale , queste devono essere diluite in fisiologica nel
rapporto 1:10,1:20.
L’uso dell’anestetico al 3/5 per cento di procaina, ad esempio, è la terapia di base per l’effettuazione della
neuralterapia.
La lista dei prodotti biologici è molto vasta.
Oligoelementi, catalizzatori, omeopatici unitari e complessi, organoterapici allopatici omeopatizzati, nodosi.
Spesso, in odontoiatria, si utilizzano per praticità dei complessi omeopatici che contengono quasi tutte queste
categorie.
Un complesso omeopatico specifico per le gengive come parodontium compositum o mucosa compositum,
può contenere diverse sostanze omeopatiche, nosodi e organoterapici.
Possono essere utilizzati anche i prodotti gassosi, come ozono, ossigeno, anidride carbonica.
L’azione della mesoterapia è data dall’integrazione di varie sinergie:
-Dallo stimolo dell’infissione del semplice ago .
-Dagli stimoli chimici legati alle proprietà della sostanza che abbiamo iniettato.
-Dalla reattività del connettivo.
-Dalle reattività nervosa.
-Dalla reattività farmaco dinamica.
Rispetto all’ agopuntura, la mesoterapia nell’uso odontoiatrico, offre sicuramente dei vantaggi.
Infatti oltre all’azione dell’ago, la stessa che si ha nell’agopuntura tradizionale cinese, si utilizza in sinergia
quella della medicina informazionale o Low Dose, ottenendo un effetto terapeutico amplificato.
Si possono utilizzare come integrazione anche micro correnti , moxa o terapia con i colori.
UTILIZZO IN ODONTOIATRIA.
Gli utilizzi, in odontoiatria, delle tecniche di agopuntura e mesoterapia sono molto utili nei seguenti casi:
Nevralgie primarie e residue.
Le diverse tecniche possono essere utilizzate prima di effettuare una terapia dentistica, per diminuire il dolore,
e, dopo averla fatta, quando rimangono delle sequele nevralgiche.
In alcuni casi il risultato ci permette di non operare più in bocca, poiché è risolutivo .
In altri casi ci permette di fare una diagnosi più precisa quando l’eziologia del dolore è incerta.
Permette anche di trattare nevralgie essenziali intrattabili, sempre dopo aver testato eventuali infezioni
focali che, solitamente, ne sono la causa.
Succede, in alcuni casi che, una volta bonificata l’infezione focale, residui un dolore nevralgico per irritazione
del ramo nervoso o interessamento della guaina mielinica.
In questo caso, le infiltrazioni biomesoterapiche sono un ausilio indispensabile per completare la terapia.
Trattamenti biostimolanti
Complessi omeopatici con frequenze idonee sono ottimali nei trattamenti di rafforzamento di gengive osso e
parodonto in generale, delle tasche gengivali, nel miglioramento e ringiovanimento cutaneo delle zone
periorali e del viso.
Trattamenti antalgici- antinfiammatori locali.
Utilizzando l’omeosiniatria, ovvero gli stessi punti dell’agopuntura, possiamo trattare molti tipi di
infiammazioni.
Si ottengono ottimi risultati sulle pulpiti, gengiviti, infiammazioni apicali e dell’osso, delle ghiandole salivari,
dei linfonodi e deflusso linfatico, sinusiti, tonsilliti.
Trattamenti a distanza meridiano correlati.
Con la conoscenza delle vie di correlazione odontone ed organi, possiamo migliorare ed agire su patologie
dolorose e situazioni disfunzionali a distanza, utilizzando la mesoterapia sui punti corrispondenti della bocca.
In questo caso si utilizza la procaina, come viene consigliato dalle tecniche di neuralterapia, che, può essere
alternata all’uso di complessi omeopatici indicati per il caso specifico e l’organo od il meridiano interessato.
Trattamenti di riflessologia.
La tecnica di infissione degli aghi può essere utilizzata anche come tecnica di riflessologia sull’orecchio,
come auricoloterapia o sul viso, nella riflessologia facciale.
Vorrei ricordare che nella riflessologia possono essere utilizzati anche presidi alternativi all’ago come la
digitopressione, cerotti con sferette, magneti, stimolazione con puntali laser e cromoterapia.
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