Abbiamo visto come il dente, o meglio l’Odontone, allacci rapporti con altre zone del corpo attraverso dei
canali energetici chiamati meridiani.
Questi rapporti sono ben precisi e definiti e ci vengono descritti in delle tavole dove possiamo studiare le varie
relazioni che intercorrono fra i vari distretti del corpo.
L’odontone non è solo collegato ad organi, ma alle strutture osteoarticolari, al sistema ghiandolare, al sistema
tissutale, agli organi di senso, alle emozioni.
Queste relazioni formano un circuito, qualsiasi problema che occorra lungo il meridiano, si può riflettere su
un'altra zona del circuito stesso.
Quando l’Odontone sviluppa un problema, in realtà ci sta indicando che c’è un problema lungo il meridiano di
cui fa parte, di solito la zona principale è l’organo .
Facciamo un esempio: in un bambino di 7 anni si caria il primo molare inferiore, cioè il primo molare che di
solito spunta in bocca.
Normalmente la causa viene imputata ad una scarsa igiene orale o un eccessivo consumo di zuccheri od
ancora , ad un problema ereditario.
Ma andiamo a vedere le correlazioni dente organo di questo molare, che sono: grosso intestino e polmone.
Indagando meglio, si riscontrerà un problema d’organo che giustificherà l'affezione negativa sull’odontone,
che si è ammalato di conseguenza.
Potrebbe trattarsi di una disbiosi intestinale o di un intolleranza alimentare o di una diatesi tubercolinica etc.
Trattando le cause principali, miglioreremo la patologia dentale, vi è quindi una relazione dente-organo che non
viene considerata dall’odontoiatria ufficiale e che invece sta alla base della comprensione sia delle patologie
che della diagnosi.
Anche la gengiva che, come il dente, fa parte dell’Odontone ci può dare molte informazioni.
In effetti il tessuto gengivale, essendo un tessuto, molle risponde molto prima alle noxe patogene, per cui si
ammala prima del dente e dà informazioni in anticipo rispetto a questo.
Una gengivite localizzata è una informazione precisa e preziosa sullo stato di salute degli organi correlati.
Facciamo un esempio: dopo una mangiata pesante, magari associata a consumo di alcool, il paziente si
presenta con una infiammazione della gengiva palatale del sesto o settimo superiore.
In realtà non è il colluttorio che risolve il problema che vediamo essere in relazione a stomaco e pancreas
affaticati, ma il ritorno ad una alimentazione normale.
Allo stesso modo potremo avere una sensibilizzazione dei denti che saranno più suscettibili al freddo per un
periodo limitato all’ infiammazione dello stomaco.
Vi potete rendere conto quante risposte ci possono dare queste relazioni dente organo, sia per comprendere
meglio la patologia in bocca, sia per diagnosticare precocemente un problema di salute generale, tornando
all’esempio precedente, l’abuso alimentare o alcoolico .
Meno evidente è il rapporto immediato fra patologia dentale ed emozione, primo, perché di solito si tratta di
antichi conflitti inconsci dei quali il paziente non ha preso coscienza o ha rimosso; secondo, perché i danni
dentali, che generano, sono diluiti in un arco di tempo maggiore.
Risulta più semplice in questo caso fare un quadro generale in relazione alla conformazione della bocca più dal
lato ortodontico, anche se traumi dentali ripetuti, abitudini viziate, posizione della lingua, ci danno altrettanti
spunti importanti.
Ma come possiamo sfruttare queste conoscenze e i rapporti fra bocca e corpo a vantaggio della persona?
Prima di tutto per fare una diagnosi meno superficiale della classica diagnosi basata solo su causa infettiva,
igienica o ereditaria.
Si può uscire dai soliti canoni stereotipati ed entrare più in profondità dando un aiuto a guarire prima i problemi
buccali ed a dare consigli di igiene di vita o prodotti naturali affinchè la patologia non recidivi più.
Seconda cosa molto importante: si può programmare una riabilitazione dentale che abbia una garanzia di durata
maggiore, conoscendo in questo caso le cause profonde delle recidive.
Terzo e non meno importante: si programmeranno le terapie e le cure in bocca con un obbiettivo ulteriore:
quello di non peggiorare la situazione di salute della persona, accompagnandola ad una guarigione
dell’organismo e non decidendo per terapie o riabilitazioni forzate che avrebbero vita breve con un
peggioramento dello stato di salute generale.
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