Da qualche anno, questo termine “olistico” ricorre spesso in molte occasioni ho visto utilizzare in diversi
modi e vorrei chiarire il preciso significato quando lo utilizzo insieme al termine “odontoiatria”.
In realtà faccio una odontoiatria non tradizionale; olistico è il termine che più racchiude il fare tutto il
possibile per aiutare il paziente a guarire.
Odontoiatria non tradizionale o alternativa implica una negazione o una scelta rispetto ad un'altra cosa; con il
termine“olistico” invece intendo includere tutti i metodi possibili, sia tradizionale che di medicine alternative o
complementari, che possano aiutare il paziente a guarire.
Oggi, più che mai, la medicina dell’ evidenza e, cioè, quella medicina che non sottostà alle ferree leggi
statistiche che non considerano il singolo individuo, ma bada, essenzialmente, al risultato, indipendentemente
dal fatto che venga utilizzata la tac o il pendolino come metodo diagnostico, sta guadagnando il suo spazio.
Ciò accade, perché le persone si sono rese conto che le super specializzazioni, nonostante i giusti passi avanti,
hanno perso di vista l’individuo e non sempre un esame di ultima generazione porta ad una giusta diagnosi,
quando il medico non tocca, non chiede, non osserva, non ascolta e, fondamentalmente, non vede oltre.
La chiusura, che poi si ha rispetto ai rimedi antichi a favore di quelli moderni, sbarra le porte a semplici
soluzioni di guarigione che non vengono adoperate, ma anzi derise, per un meccanismo di pura logica di
mercato
Concludendo,vorrei, quindi, affermare come nella mia odontoiatria olistica sto adottando questi principi:
1-Non nuocere.
La mia filosofia è quella di operare meccanicamente il meno possibile a livello dentale.
Ogni manovra, fatta dall’ operatore, causa una reazione che sì può aiutare la guarigione, ma anche peggiorare
la situazione.
Vanno quindi ponderati i pro e i contro sia a livello locale che per tutto l’organismo, perché tutto è
collegato e, ciò che si fa in bocca, si ripercuote altrove e viceversa.
2- Semplicità-Tempo.
La terapia più semplice e meno indaginosa è quella più tollerata e meno dannosa per l’organismo.
Oggi giorno si tende a complicare le terapie che spesso portano a risultati disastrosi per la loro durata e
complessità.
Alle volte invece si rendono semplici e frettolosi trattamenti con soluzioni complesse, forzatamente risolte in
poco tempo senza il rispetto dei tempi biologici .
Il lavoro, fatto in fretta e superficialmente , col solo fine del raggiungimento di un risultato, non dura a lungo
nel tempo.
3- Adattamento all’ Individuo.
Ognuno di noi è estremamente differente, ognuno con le sue peculiarità, che vanno comprese e rispettate, solo
così si può pensare di ottenere un risultato positivo senza incidenti di percorso, che spesso vengono attribuiti al
paziente, ma che, in realtà, sono dovuti ad una mancata comprensione dello stesso da parte dell’ operatore.
Il rispetto delle abitudini, della costituzione, del carattere, dei tempi dell’individuo e delle sue aspettative,
come dei suoi limiti, sono condizioni imprescindibili per la buona riuscita di un trattamento.
4 - Tutto è Uno.
La visione meccanicistica del dente come un pezzo a se stante da trapanare, devitalizzare o protesizzare non ha
più ragione di esistere.
I denti, le gengive, la bocca in generale, si ammalano perché l'organismo è ammalato .
Vuoi guarire il dente? Si deve cercare la causa della malattia sia localmente che in tutto l’organismo, solo
così si potrà ottenere la vera guarigione.
Il ruolo dell’ odontoiatra, che vede oltre, è questo.
Avere una visione Olistica e quindi globale permette di risolvere il problema in maniera più profonda,
accompagnando tutto l’organismo e, conseguentemente, l'apparato buccale verso una guarigione stabile.
Da qui la nuova figura del Dentista, un operatore che utilizza la diagnosi in bocca per intercettare patologie a
distanza bocca-correlati .
Curando il fisico, migliora anche la situazione dentale in maniera più stabile e definitiva.
Questa si può chiamare la vera Prevenzione!
.

