Precedentemente sono state considerate tutte le variabili che ci aiutano ad intraprendere la strategia di cura di
un focolaio o di un campo di disturbo buccale .
A seconda del caso e della gravità si opterà per le cure, per dei trattamenti o per la bonifica chirurgica.
L ‘unica variabile che non è stata considerata è quella della possibilità di sostituzione dell’elemento dentale
una volta estratto.
Logicamente questo discorso non vale per un dente del giudizio che non mastichi o comunque per una zona od
un dente non più utilizzabile .
Ma quando viene proposta l’estrazione di un elemento strategicamente importante dal punto di vista estetico e
funzionale , la prima domanda che mi viene fatta è: “MA DOTTORE ! POI COME LO RIMETTO?
Questa questione vale la pena essere approfondita poiché riflette in maniera sottile tante dinamiche corpo-
psiche, l’origine delle quali è la stessa problematica dentale che si vuole risolvere.
Immaginiamo un paziente con una forte nevralgia che si porta avanti da tanti anni: dopo un a visita viene
portato a conoscenza che l’origine del suo problema è un dente molare .
Verrebbe da pensare che, a parte voler avere la certezza che una volta tolto il dente risolva la sua nevralgia,
la reazione sia solo di contentezza per aver trovato una soluzione ai suoi mali.
Ma non è quasi mai cosi: la persona cade nello sconforto più totale nel momento in cui prende coscienza che
quel dente è la causa dei suoi problemi .
In un primo momento subentra la rabbia ripensando a tutte le sofferenze e gli esami fatti che non hanno portato
a nulla: “ed invece era un dente …lo sapevo io! ”.
Poi si converte in uno stato di timore , di ansia , non per la paura dell’intervento o di un preventivo alto , ma al
pensiero di perdere qualcosa e non poterla compensare , la perdita del legame col dente .
La persona ora si rende conto di quale è la causa dei suoi mali , ma non vuole distaccarsene, o per lo meno
deve avere la certezza che ci sarà un qualcosa che prenderà il suo posto, un nuovo dente artificiale.
La reazione apparentemente incomprensibile la si comprende considerando il dente come la rappresentazione
di un Archetipo .
Questo legame è oggetto di studi della Dentosofia ; ogni dente è una rappresentazione di conflitti emozionali
della persona.
Più è forte la opposizione del paziente all’estrazione , più il blocco emotivo è radicato .
In questo caso il pedaggio chirurgico servirà a pagare una guarigione sia fisica che emotiva , in maniera
accelerata.
Ma più il blocco è forte e più la guarigione sarà lenta e, la ferita psichica legata alla forma pensiero che era
stata generata, diventerà più complessa da guarire .
L'ostacolo psichico rallenterà la guarigione rendendo difficoltosa qualsiasi manovra atta a ripristinare la
situazione iniziale, ad esempio rimettere il dente .
SOSTITUZIONE DELL’ELEMENTO DENTALE.
Una volta bonificata la zona ossea di un focolaio le metodiche di sostituzione sono quelle classiche che offre
l’odontoiatria accademica.
Naturalmente la scelta sarà fatta in base alla tollerabilità del paziente.
Ad esempio se il problema era dato dal metallo , certamente non si potrà più adoperare una soluzione che
contenga metalli di nessun tipo.
E’ inoltre molto importante che si aspetti un tempo adeguato per verificare che l’esito della bonifica rimanga
stabile nel tempo .
Questo argomento verrà approfondito nel protocollo rimozione foci dentali.
Quando si sacrifica un elemento dentale per il bene della salute generale non ha senso rimetterlo subito
rischiando di avere una ricaduta del sintomo correlato.
Bisogna essere certi che la guarigione sia stabile e poi si può intervenire con la protesi o se possibile con la
implantologia.
Torniamo all’esempio della nevralgia. Tolto il molare, la nevralgia passa, ma, se non rispetto i tempi biologici e
inserisco un impianto.…. la nevralgia torna magari in maniera più forte.
Il test EAV, la Kinesiologia e la riflessologia plantare sono le indagini più adatte a capire se il blocco causato
dal focolaio sia regredito in maniera totale e si possa procedere quindi alla ricostituzione della situazione
dentale di partenza senza problemi di recidive.
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