Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella pagina di policy & privacy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di piu'

Approvo

COOKIE

Il sito web http://www.nicoladamati.com utilizza cookie e tecnologie simili per garantire il corretto funzionamento delle procedure e migliorare l'esperienza di uso delle applicazioni online. Il presente documento fornisce informazioni dettagliate sull'uso dei cookie e di tecnologie similari, su come sono utilizzati da Nicola Damati e su come gestirli.

Definizioni 

I cookie sono brevi frammenti di testo (lettere e/o numeri) che permettono al server web di memorizzare sul client (il browser) informazioni da riutilizzare nel corso della medesima visita al sito (cookie di sessione) o in seguito, anche a distanza di giorni (cookie persistenti). I cookie vengono memorizzati, in base alle preferenze dell'utente, dal singolo browser sullo specifico dispositivo utilizzato (computer, tablet, smartphone).

Tecnologie similari, come, ad esempio, web beacon, GIF trasparenti e tutte le forme di storage locale introdotte con HTML5, sono utilizzabili per raccogliere informazioni sul comportamento dell'utente e sull'utilizzo dei servizi.

Nel seguito di questo documento faremo riferimento ai cookie e a tutte le tecnologie similari utilizzando semplicemente il termine “cookie”.

Tipologie di cookie 

In base alle caratteristiche e all'utilizzo dei cookie possiamo distinguere diverse categorie:

Cookie tecnici. I cookie tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di “effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell’informazione esplicitamente richiesto dall’abbonato o dall’utente a erogare tale servizio” (cfr. art. 122, comma 1, del Codice della Privacy).
Sono i cookie che servono ad effettuare la navigazione o a fornire un servizio richiesto dall’utente. Non vengono utilizzati per scopi ulteriori.
Senza il ricorso a tali cookie, alcune operazioni non potrebbero essere compiute o sarebbero più complesse e/o meno sicure, come ad esempio le attività di home banking (visualizzazione dell’estratto conto, bonifici, pagamento di bollette, ecc.), per le quali i cookie, che consentono di effettuare e mantenere l’identificazione dell’utente nell’ambito della sessione, risultano indispensabili.
Appartengono a questa categoria:

Cookie di navigazione o di sessione, garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web (permettendo, ad esempio, di realizzare un acquisto o autenticarsi per accedere ad aree riservate). La disabilitazione di questi cookie influirà negativamente sulle prestazioni dei siti e potrebbe renderne indisponibili le funzionalità e il servizio.

Cookie analytics, assimilati ai cookie tecnici laddove utilizzati direttamente dal gestore del sito per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito stesso.

Cookie di funzionalità, che permettono all’utente la navigazione in funzione di una serie di criteri selezionati (ad esempio, la lingua, i prodotti selezionati per l’acquisto) al fine di migliorare il servizio reso allo stesso.
Per l’installazione di tali cookie non è richiesto il preventivo consenso degli utenti, mentre resta fermo l’obbligo di dare l’informativa ai sensi dell’art. 13 del Codice della Privacy, che il gestore del sito, qualora utilizzi soltanto tali dispositivi, potrà fornire con le modalità che ritiene più idonee.

Cookie di terze parti. Visitando un sito web si possono ricevere cookie sia dal sito visitato (“proprietari”), sia da siti gestiti da altre organizzazioni (“terze parti”).
A titolo di esempio possono essere presenti cookie legati ai sevizi forniti da Google Analytics oppure cookie dovuti alla presenza di “social plugin” (ad esempio per Facebook, Twitter, Google+ e LinkedIn), generalmente finalizzati alla condivisione di contenuti. Si tratta di parti della pagina visitata generate direttamente dai suddetti siti ed integrati nella pagina del sito ospitante. L'utilizzo più comune dei social plugin è finalizzato alla condivisione dei contenuti sui social network.
La presenza di questi plugin comporta la trasmissione di cookie da e verso tutti i siti gestiti da terze parti. La gestione delle informazioni raccolte da “terze parti” è  disciplinata dalle relative informative cui si prega di fare riferimento. Per garantire una maggiore trasparenza e comodità, si riportano qui di seguito  gli indirizzi web delle diverse informative e delle modalità per la gestione dei cookie.
Facebook informativa: https://www.facebook.com/help/cookies/
Facebook (configurazione): accedere al proprio account. Sezione privacy.
Twitter informative: https://support.twitter.com/articles/20170514
Twitter (configurazione): https://twitter.com/settings/security
Linkedin informativa: https://www.linkedin.com/legal/cookie-policy
Linkedin (configurazione): https://www.linkedin.com/settings/
Google+ informativa: http://www.google.it/intl/it/policies/technologies/cookies/
Google+ (configurazione): http://www.google.it/intl/it/policies/technologies/managing/

Cookie di profilazione. I cookie di profilazione sono volti a creare profili relativi all’utente e vengono utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso nell’ambito della navigazione in rete.
In ragione della particolare invasività che tali dispositivi possono avere nell’ambito della sfera privata degli utenti, richiedono l’esplicito consenso dell’utente.
Il sito http://www.nicoladamati.com non utilizza cookie di questo tipo.

Google Analytics 

Il sito http://www.nicoladamati.com include anche talune componenti trasmesse da Google Analytics, un servizio di analisi del traffico web fornito da Google, Inc. (“Google”). Anche in questo caso si tratta di cookie di terze parti raccolti e gestiti in modo anonimo per monitorare e migliorare le prestazioni del sito ospite (performance cookie).
Google Analytics utilizza i "cookie"  per raccogliere e analizzare in forma anonima le informazioni sui comportamenti di utilizzo del sito web http://www.nicoladamati.com (compreso l'indirizzo IP dell'utente). Tali informazioni vengono raccolte da Google Analytics, che le elabora allo scopo di redigere report per gli operatori di http://www.nicoladamati.com riguardanti le attività sui siti web stessi. Questo sito non utilizza (e non consente a terzi di utilizzare) lo strumento di analisi di Google per monitorare o per raccogliere informazioni personali di identificazione. Google non associa l'indirizzo IP a nessun altro dato posseduto da Google né cerca di collegare un indirizzo IP con l'identità di un utente. Google può anche comunicare queste informazioni a terzi ove ciò sia imposto dalla legge o laddove tali terzi trattino le suddette informazioni per conto di Google.

Per ulteriori informazioni, si rinvia al link di seguito indicato:

https://www.google.it/policies/privacy/partners/

L'utente può disabilitare in modo selettivo l'azione di Google Analytics installando sul proprio browser la componente di opt-out fornito da Google. Per disabilitare l'azione di Google Analytics, si rinvia al link di seguito indicato:

https://tools.google.com/dlpage/gaoptout

Durata dei cookie

Alcuni cookie (cookie di sessione) restano attivi solo fino alla chiusura del browser o all'esecuzione del comando di logout. Altri cookie “sopravvivono” alla chiusura del browser e sono disponibili anche in successive visite dell'utente.
Questi cookie sono detti persistenti e la loro durata è fissata dal server al momento della loro creazione. In alcuni casi è fissata una scadenza, in altri casi la durata è illimitata.
Il sito http://www.nicoladamati.com non fa uso di cookie persistenti.

Gestione dei cookie 

L'utente può decidere se accettare o meno i cookie utilizzando le impostazioni del proprio browser.
Attenzione: la disabilitazione totale o parziale dei cookie tecnici può compromettere l'utilizzo delle funzionalità del sito riservate agli utenti registrati. Al contrario, la fruibilità dei contenuti pubblici è possibile anche disabilitando completamente i cookie.
La disabilitazione dei cookie “terze parti” non pregiudica in alcun modo la navigabilità.
L'impostazione può essere definita in modo specifico per i diversi siti e applicazioni web. Inoltre i migliori browser consentono di definire impostazioni diverse per i cookie “proprietari” e per quelli di “terze parti”.

A titolo di esempio, in Firefox, attraverso il menu Strumenti->Opzioni ->Privacy, è possibile accedere ad un pannello di controllo dove è possibile definire se accettare o meno i diversi tipi di cookie e procedere alla loro rimozione.

Chrome: https://support.google.com/chrome/answer/95647?hl=it

Firefox: https://support.mozilla.org/it/kb/Gestione%20dei%20cookie

Internet Explorer: http://windows.microsoft.com/it-it/windows7/how-to-manage-cookies-in-internet-explorer-9

Opera: http://help.opera.com/Windows/10.00/it/cookies.html

Safari: http://support.apple.com/kb/HT1677?viewlocale=it_IT

Abbiamo visto in precedenza, come la bocca rappresenti un pannello di controllo, una mappa nella quale è

rappresentato tutto l’organismo.  Quando simbolicamente si accende una lampadina in bocca, cioè si presenta

 una disfunzione, il corpo sta segnalando che c’è qualcosa che non va anche  nel circuito funzionale

corrispondente alla bocca;  ci sarà, quindi in un distretto corporeo, una debolezza, una infiammazione, un

problema cronico.

Nella stessa maniera, agendo sull’interruttore e cioè curando il problema della bocca, si può agire con un

effetto positivo sulle zone collegate e, conseguentemente, sulla salute di tutto il corpo.

A questo punto ci si pone la domanda: “ Visto che c’è un collegamento tra bocca e corpo, che rapporto c’è

fra la salute della bocca, la psiche e le emozioni?  Esiste una relazione diretta? Si può quindi agire sulla

psiche  curando la bocca?”

Se partissimo dal presupposto della medicina quantistica, che afferma esserci un collegamento fra ogni cellula

del nostro organismo, che comunica qualsiasi informazione alle altre cellule in maniera immediata e ancor più

rapidamente di quello che possa fare il sistema nervoso e che questo valga anche per lo stato emozionale 

della cellula, la risposta sarebbe implicita.

Non escludo questo meccanismo, anzi lo prenderei per buono e alla base di tutto.

Ogni emozione, vissuta a livello buccale, viene vissuta da tutta la persona; pensate solo all’emozione di

addentare un cibo gustoso, sentirne il sapore e la consistenza, come provochi una emozione di piacere in ogni

cellula del corpo.

Al contrario, addentando qualcosa di nocivo, si scatena immediatamente una reazione di difesa che parte  dal

dente colpito e si diffonde a tutto il sistema nervoso, bloccando la funzione  e scatenando un' emozione

di paura e difesa .

La bocca è una importantissima  sede emozionale, è una porta aperta del nostro organismo, in entrata e

uscita.

 Pensate solo alla funzione della suzione, della parola, del bacio, del gusto, delle smorfie  e del sorriso, tutte 

strettamente legate alle emozioni.

Sono argomenti ampli, che già danno una idea di come questa relazione sia fortissima, ma esulano da questa

spiegazione.

Vorrei invece affrontare  temi più specifici, che riguardano le dirette connessioni fra psiche e odontoiatria e,

quindi, della loro  relazione, chiamata appunto “Odontosofia”.

 

 

 

ESTETICA.

 

Il primo passo è quello legato al sorriso e, quindi, all’estetica .

Un brutto sorriso, denti non allineati o mancanti, in alcune persone creano seri problemi di relazione. 

E’ interessante notare invece, come per altre persone, il problema estetico non costituisca assolutamente un

problema.

Quindi, il problema estetico è un fattore più legato alla personalità, all’accettazione di se stessi.

L’Odontoiatra, senza affrontare i problemi della personalità, può migliorare la fiducia in se stesso del

paziente solamente migliorandone l’estetica e, quindi, agendo in via indiretta sul problema di fondo.

Questo può essere fatto in due modi: il primo consiste nell’intervenire in maniera rapida con l’ortodonzia

classica e la protesi, il secondo con una terapia più lenta, che si accompagni ad una presa di coscienza  e che

rientra nella visione della Dentosofia.

 

 

Le due strade partono da presupposti diversi.

 

La terapia classica  ha una visione  meccanicistica; parte dal presupposto che i denti siano in malposizione o

manchino per un problema fondamentalmente strutturale e, quindi, tende a modificare  l’aspetto per ottenere il

risultato, (metto l’apparecchio, rimetto il dente).

Questo metodica dà un beneficio immediato in termini psichici, perché, risolvendo quel problema che tanto

turbava il paziente, ad esempio migliorandone l’estetica, gli farà acquistare  sicurezza in sé stesso e nei

rapporti sociali.

Di contro, non risolverà i suoi problemi profondi di personalità, come spesso non risolve nemmeno

stabilmente la situazione dentale, poiché vi può essere una recidiva ortodontica o un insuccesso protesico.

Sicuramente questa soluzione è la più indicata per quegli  individui, che necessitino alzare la loro autostima

in maniera rapida e meccanica, senza entrare troppo in profondità .

Una volta che hanno acquistato fiducia, automaticamente si accetteranno di più e potranno affrontare più

facilmente i loro  problemi .

 

 

La terapia funzionale è legata ad un altro tipo di approccio, ad una  vera e propria filosofia, da cui il nome

Dentosofia.  Ogni problema che abbiamo nella bocca, è legato ad un conflitto emozionale non superato, che si

evidenzia nella bocca stessa, (ma anche nell’atteggiamento, nel carattere, nella postura).

La guarigione della bocca  deve accompagnare di pari passo quella psichica e, viceversa, in modo che si possa

avere un doppio risultato che resti stabile nel tempo, poiché tolta la causa, l’effetto non si verifichi più.

Attraverso l’utilizzo di apparecchi e movimenti specifici, il paziente inizia a prendere coscienza dei suoi

conflitti, cosicché  avvengano  sia  cambiamenti dentali, che della personalità.

 Vista così,  sembrerebbe la via migliore da percorrere, ma ciò implica essere arrivati ad uno stato di coscienza

avanzato, che possa tollerare una terapia lunga e, con dei risultati non sempre ottimali.

 È un percorso introspettivo  affascinante,  che può non essere però quello dell’adolescente che vuole il dente

dritto, perché si vergogna del giudizio dei compagni di scuola.

Non è detto che, in alcuni casi, i due percorsi non possano essere adoperati entrambe, a seconda

dell’esigenza del momento, adattandosi, strada facendo, al livello di crescita personale.

 

 

 

DOLORE E PROBLEMI FUNZIONALI.

 

 

Se il miglioramento dell’estetica può aiutare il paziente dal punto di vista psichico  facendogli acquistare più

fiducia in se stesso, come influisce sulla psiche il dolore dentale  od un problema algico- funzionale della

bocca?

Il concetto in questo caso  è abbastanza semplice, corpo e psiche sono strettamente collegati.

Un buon umore fa sopportare meglio problemi e dolori, mentre problemi e dolori possono far passare il buon

umore.

Quindi se hai forti dolori o disfunzioni continue in bocca, la situazione stressogena, piano piano, ti porterà ad 

un esaurimento psichico, che a sua volta abbasserà la soglia di sopportazione del dolore .

Masticare male, dormire male per i vari dolori, giorno dopo giorno, porteranno il paziente verso uno stato

psichico negativo.

Curare la salute della bocca, porterà sicuramente un miglioramento generale dello stato psicofisico della

persona.

Guarisco il fisico, miglioro lo stato psichico.

 

 

 

ODONTOSOFIA.

 

 

Parliamo ora  della relazione diretta che ha ogni odontone (dente e annessi), con le differenti emozioni.

Queste relazioni  erano già state studiate dalla medicina cinese, che mette in rapporto ogni organo con  una

determinata emozione.  Essendo ogni dente collegato ad un organo, il suo stato può influire direttamente

sull’emozione.

In questo caso non si parla di una emozione generica, provocata dal dolore dentale od una estetica

insoddisfacente, ma di una emozione ben precisa, che si lega al dente, a sua volta collegato ad uno stato

bioenergetico d’organo alterato. 

Ogni organo ha una sua funzione ed è legato ad un'emozione sia positiva che negativa che, a loro volta,

agiscono sull’organo stesso in maniera funzionale.

Nel caso di una emozione negativa, l’organo funge da vero e proprio serbatoio, nel quale questa energia si

accumula, provocando però degli squilibri.

L’ odontone, può essere considerato una appendice dell’organo stesso, e  riflette lo stato dell’organo, sia dal

punto di vista funzionale energetico, che emozionale.

Un problema dentale, può essere vissuto dall’ organo in maniera emozionale addirittura prima di quella

funzionale.

 Inversamente, un conflitto che si ripercuote sull’ organo, può essere espresso prima  a livello dentale che di

patologia organica.

Facciamo un esempio: il complesso fegato-vescica biliare è legato positivamente  al dinamismo e al coraggio,

ma, negativamente, all’ emozione della rabbia e aggressività, fungendo da contenitore di questa energia.

Il dente direttamente collegato a questa loggia è il canino, ne abbiamo quattro, due superiori, destro e sinistro, e

due inferiori.

Già visivamente, il canino si distingue come dente più aggressivo; è il più a punta e il più lungo, il dente tipico

dei predatori felini.  Quasi sempre in presenza di problemi organici al fegato, il canino perde supporto, tende ad

allungarsi e a cadere, come se ci fosse una perdita di aggressività che rispecchi una perdita energetica.

Quando, invece, è la vescica biliare a essere interessata, il canino tende a cariarsi, ma vediamo altre situazioni.

Una rabbia inespressa in giovane età, fa sì che uno o più canini rimangano inclusi e, cioè, non escano dalla

gengiva . Di solito, a seconda che sia destro o sinistro, si può ricondurre ad una energia maschile o femminile,

o ad entrambe.

Altre volte il canino assume una posizione più avanzata, come a venir fuori dalla bocca, in questo caso funge

da deterrente, come a voler esprimere una aggressività maggiore di una personalità che, tendenzialmente,

vorrebbe evitare un conflitto diretto .

La lettura di queste deviazioni, ci permette di fare una prima valutazione dei conflitti della persona e  di quale

potrebbe essere il punto di partenza della cura.

Questa lettura può essere fatta per tutti i denti, grazie alla chiave di lettura che ci insegna la Medicina

Tradizionale Cinese, allo studio delle  tavole del Dott. Voll, integrate con la parte emozionale.

Ogni emozione è legata a determinati organi, che sono legati a specifici denti o zone dentarie, tutte e tre

strettamente collegati.

Abbiamo detto prima che psiche e corpo sono intimamente correlati, quindi, sarà l ‘operatore a decidere la

strategia di cura. La cura infatti può essere mirata  dal punto di vista organico-funzionale sull’organo stesso,

oppure  sull’odontone  o sul problema psichico, o su tutte e tre.

Ognuna di queste cure trasmetterà il risultato sui diversi piani, questa è la base per la quale curando i denti,  si

può curare l'organismo in toto.

 

 

 

INTOSSICAZIONI E INFEZIONI.

 

 

Come, curando i denti,  si può curare  l’organismo nel senso psico-fisico, così intossicando i denti, ci si può

ammalare .

Un materiale tossico o una infezione, possono far ammalare la persona in un altro distretto e la problematica,

difficilmente, viene ricondotta ad un problema stomatognatico.

 Studiando i foci dentari, abbiamo già visto, come la maggior parte delle volte, una infezione asintomatica crei

problemi fisici a distanza. Questi problemi, quasi mai vengono ricondotti ad una infezione o intossicazione

dentale.

Abbiamo anche visto, come un problema dentale possa venir espresso con una sintomatologia psichica, prima

che si evidenzi una vera e propria malattia organica.

Quindi, un problema dentale occulto o silente, può avere, come sua unica espressione  patologica, un

problema psico-emotivo.

In questo caso, è anche più difficile risalire al problema causale primario e, cioè,  al problema in bocca.

Oltretutto il problema psichico, di solito, non è temporalmente relazionabile all’intervento dentario, poiché

occorre sempre un po’ di tempo affinchè avvengano quegli scompensi energetici, che portano all’espressione

del sintomo.

E', un esempio tipico, il calo psicofisico a seguito dell’estrazione dei denti del giudizio; questo lo si spiega per

lo stretto collegamento  che hanno con il sistema nervoso e con  quello dell’economia energetica.

Ma torniamo all’esempio del canino: immaginiamo che un canino venga devitalizzato per una esigenza

protesica e, cioè, vuol dire che era intatto, ma è stato sacrificato, magari per una esigenza estetica.

La devitalizzazione creerà una interruzione lungo il meridiano fegato/vescica biliare, che provocherà, se non

ben compensata, un calo energetico sugli organi corrispondenti. Questo calo si potrà esprimere a distanza di

tempo, magari con il cointervento di fattori stressogeni, con una disfunzione di organo, oppure  mostrandosi

solamente come problema psichico, ad esempio un calo nella determinazione .

Il quadro potrebbe essere quello di un individuo, che col tempo diventi sempre più insofferente e

irascibile, che venga indirizzato a fare psicoterapia  o ad assumere calmanti, quando il problema gli è partito

semplicemente da una devitalizzazione.

  Che poi la vita generi le coincidenze, per le quali il soggetto si sottoponga ad una determinata terapia dentale,

  e che questa gli vada ad aumentare la rabbia, che lo porterà ad  affrontare determinati conflitti, esula un

po’da questo contesto, con tutto il rispetto di questa visione.

Resta il fatto che ai denti sono legate tutte le emozioni: la rabbia, la paura, la malinconia, la tristezza, la gioia

di vivere etc. e che, quindi, possano creare i più diversi quadri psichici.

Un discorso a parte però, lo dobbiamo dare al legame fra intossicazioni ed emozioni.

I diversi materiali dentali,  possono creare una vera e propria  intossicazione a livello sistemico che parte  dal

dente e dalle sue correlazioni, in primis metterei  l’amalgama.

I metalli contenuti nell’amalgama, altri tipi di metalli di uso dentale, gli impianti, i materiali resinosi,

possono creare due tipi di intossicazione: una di tipo biochimico e l’altra da blocco energetico.

Tutte e due le tipologie, possono influire sulla sfera emotiva.

L’ intossicazione classica e cioè quella biochimica è causata dal mercurio, ma anche altre sostanze

possono esserne la causa.

Questa è elettiva per il sistema nervoso ed i sintomi, o almeno i primi sintomi, sono solo a carico del sistema

nervoso centrale ed autonomo, per poi colpire anche altri sistemi come ad esempio il digerente e quello

energetico.

Il quadro, in questo caso può essere molto ampio: solitamente mi trovo di fronte persone in stato confusionale,

che dormono male e che vivono con uno stato di ansia perenne senza un motivo causale.

 In momenti di lucidità mi dicono che non riescono a focalizzare i pensieri ed a concentrarsi, sono depresse e

tristi, senza energia.

Naturalmente, senza una diagnosi, quasi tutte sono catalogate come persone con problemi psichici e  vengono

prescritti  farmaci ansiolitici o calmanti, che però non hanno un buon effetto su di loro.

Questo è il classico quadro da intossicazione da mercurio, che viene scambiato per un problema psichico.

L’intossicazione da blocco energetico è invece meno grave, conduce ad un blocco dell’emozione

corrispondente al meridiano,  ove viene inserito il materiale.

Questo succede spesso nei denti che hanno una amalgama, nei denti con metalli  o perni, devitalizzati,  ma

soprattutto focalizzati, o con forti correnti endorali.

In questi casi, la noxa patogena opera un blocco energetico a livello del meridiano e, quindi, dell’organo e della

sua rappresentazione emozionale .

E’ come se l’emozione non possa esprimersi più per quel canale e venga repressa, ma artificiosamente.

E’ difficile valutare gli scompensi che porta questo blocco, resta il fatto che, sicuramente, a distanza di tempo,

si tradurranno in problemi organici.

Per questo meccanismo succede sovente che, queste emozioni accumulate, esplodano appena dopo rimosso il

blocco, che sia amalgama o focalità , con grosse crisi di pianto-riso o rabbia da parte del paziente, che non

riesce né a gestirle né a comprenderle.

 

 

 

DENTI DEL GIUDIZIO compreso il NONO ODONTONE (in origine quarto molare).

 

 

I denti del giudizio fanno storia a sé .

Si chiamano così,  sia perché la loro eruzione coincide con l ‘età adulta, di solito la maggiore età, ma anche

perché sono legati ad una presa di coscienza della vita, e alla gioia appunto di viverla.

Sono legati energeticamente al cuore, all’intestino tenue, al sistema nervoso periferico e centrale  e alla

economia energetica .

 Ma, in realtà, sono in una zona di crocevia di tutti i meridiani, quindi possono creare praticamente qualsiasi

patologia fisica o psichica.

Oltretutto sono frequentemente focalizzati di per sè, cioè senza l'intervento del dentista, ed in giovane età, di

solito a partire anche dai 20 anni, di media verso i 23-24.

 Focalizzandosi a questa età, in maniera quasi asintomatica, sono vere e proprie bombe a orologeria per il

sistema nervoso.

Oltretutto i sintomi che creano, alcune volte simili a quelli da intossicazioni di amalgama, sono facilmente

riconducibili a crisi di quell’età, come  la fine degli studi e l’inserimento nel mondo adulto e responsabile.

Una crisi di apparente perdita di responsabilità, ansia, perdita di volontà e concentrazione, mancanza di

obbiettivi, insicurezza  di un ragazzo dai 20 ai 30 anni,  può essere l’espressione di un' interferenza data da un

dente del giudizio, soprattutto se in seminclusione, cioè non ben fuoriuscito dalla gengiva.

E’ quindi molto importante considerare sempre la possibilità che, dietro ad uno psichismo anche  lieve, ci sia la

possibilità di un coinvolgimento causale di derivazione  dentale.

 

 

 

 

 

.