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Il metallo è da sempre il materiale più utilizzato in odontoiatria, sia singolarmente che, come supporto, a

resine e ceramiche.

Lo troviamo come componente in :

Otturazioni in amalgama e  otturazioni in oro .

Capsule e ponti: è presente nelle corone completamente di metallo, dette corone o capsule fuse.

Nei ponti, come parte di sostegno delle resine o delle ceramiche.

Negli scheletrati, come sostegno dei denti .

Nei ganci in acciaio, negli attacchi, nei rompiforza delle protesi mobili.

Nei perni  fusi o prefabbricati che si inseriscono nelle radici

Nei brackets degli apparecchi ortodontici, nei fili ortodontici, negli apparecchi mobili ortodontici.

Negli impianti, nei monconi degli impianti.

Ci sono poi le piccole quantità di metallo occultato, queste si trovano all’interno di altri materiali  come: resine,

ceramiche, perni, materiale per l’endodonzia, cementi. Servono a colorare o dare radiopacità ai materiali.

Possiamo immaginare, una volta conosciuti questi dati,  come sia praticamente  impossibile riuscire a fare una

vera odontoiatria metal free; l’unica vera maniera, sarebbe quella di evitare il dentista!

 

 

TOSSICITA’ DEI METALLI UTILIZZATI IN ODONTOIATRIA.

 

Bisogna fare una distinzione fra i diversi metalli, infatti ognuno ha determinate caratteristiche e differenti tipi

di lavorazione, che lo possono rendere nocivo.

I metalli e le leghe hanno differenti livelli di tossicità che vanno  da neutre a forti, a seconda del:

 

 

1-Tipo di metallo o   tipo di lega metallica.

 

I metalli che sono stati utilizzati e, tuttora, si utilizzano in odontoiatria, sono  veramente tanti.

La grande distinzione che si fa  è, fra metalli nobili e non nobili , questa distinzione è ufficialmente basata sul

costo dei metalli che, in medicina biologica, non trova però corrispondenza con la loro possibile azione nociva.

Lo stesso vale per le leghe , mescolanze di metalli che vengono studiate per ottenere le caratteristiche migliori.

 Solamente che, nelle leghe, la situazione è anche più complicata visto che, nella stessa lega, vi possono essere

sia metalli  nobili  come l’oro, sia altri metalli ad alto impatto allergico , tipo il nickel.

L’ unico metallo ,che si usa ed è sicuramente puro, è l’oro coesivo , che si utilizza per otturazioni cesellate a

mano, ma che è stato abbandonato dal mercato a parte qualche rarissima eccezione.

Infatti, qualsiasi metallo che viene utilizzato è, comunque, anche  se in minima parte, inquinato .

Anche gli impianti, considerati in titanio puro,  contengono piccole percentuali, tollerate dalla legge, di altri

metalli.

 

 

2-Tipo di utilizzo.

 

I metalli possono essere utilizzati  in differenti modi per costruire protesi in bocca.

Quando sono costruiti per dare una masticazione, si dice “messi in occlusione”, il rilascio per abrasione sarà

maggiore, se vengono usati all’interno di una struttura in ceramica, l’abrasione non ci sarà.

 Il metallo posto su di un molare si consumerà di più rispetto ad un incisivo e quindi, rilascerà, più materiale.

Se li utilizziamo per fare dei perni endocanalari, che rimangono fra la radice e una capsula in resina, oppure

come rinforzo interno di una protesi, non avendo praticamente contatto con l’esterno, saranno sicuramente più

tollerati.

Utilizzati in protesi rimovibile hanno il grosso vantaggio, quello di poter essere tolti in qualsiasi momento e, di

limitare nel tempo, la loro azione dannosa .

Ci sono pazienti con scheletrati in acciaio  che, non tollerandoli,  li utilizzano solamente per mangiare, per poi

toglierli immediatamente.

 Anche gli apparecchi mobili ortodontici vengono tolti e, il loro uso, è limitato nel tempo  .

Le otturazioni di amalgama possiamo decidere di sostituirle quando vogliamo, sempre con un adeguato

protocollo.

Gli impianti e i residui di amalgama inglobati nell’osso sono i metalli più difficili da eliminare, poichè sono

inseriti direttamente all’interno dell’organismo, gengiva e osso .

L’amalgama finisce nell’osso, perché messa per sigillare le apicectomie  oppure , accidentalmente, durante una

fresatura della stessa ( operazioni entrambe da evitare).

Alla radiografia i residui di amalgama appaiono come piccoli puntini bianchi, che possono essere scambiati per

imperfezioni radiografiche e, praticamente, non vengono mai refertati.

Spesso provocano colorazioni bluastre violacee della gengiva, chiamati tatuaggi da amalgama.

L’utilizzo migliore che si può fare dei metalli è il non utilizzo, soprattutto se abbiamo un' alternativa.

 

 

 3-Sede di inserzione nel manufatto ed sede di inserzione anatomica.

 

Ai  fini della tossicità, la zona di inserzione ha un' importanza per le relazioni che contrae con le zone

anatomiche contigue ed i meridiani  energetici con i quali prende rapporto.

Le zone anatomiche, dove creano maggiori danni, sono sicuramente quelle profonde, per contiguità con rami

nervosi ed il seno mascellare .

Ma anche l’ adiacenza ad altri denti, o la vicinanza con la struttura della polpa dentale sono cause di possibili

problemi.

In questa modalità, i metalli possono creare tossicità per assorbimento sistemico e vere proprie irritazioni alle

terminazioni nervose.

La  vicinanza a strutture esterne sono meno gravi e causano problemi locali irritativi a  lingua, gengiva,

mucose,  o problemi di assorbimento da ingestione.

Il rapporto con i meridiani può creare un blocco energetico sulla via del meridiano stesso, creando patologie

organo correlate come, disfunzioni, ipo o iperfunzioni della catena energetica.

In entrambe le modalità è difficile stabilire una relazione causa-effetto, tranne quella da contatto e contiguità.

 Spesso la causa di un metallo che crea una gengiva edematosa o infiammata, però, viene negata ed imputata ad

una igiene scorretta.

La relazione, invece, causa –effetto a distanza, si può intuire dalle correlazioni temporali (dopo che ..mi è

venuto..), oppure col test EAVI.

 

 

 4-Purezza, Lavorazione lucidatura,  contaminazione, quindi dall’acquisto al termine della lavorazione.

 

Nella possibile tossicità del metallo è importante la sua purezza.

Molte leghe o singoli metalli sono contaminati da metalli vili o scorie metalliche .

I metalli di scarsa qualità si possono trovare nei blocchetti di metallo acquistato dal laboratorio .

Questo perché per legge la lega può avere certe percentuali di impurità, oppure sono metalli scadenti, venduti da

ditte poco serie, per risparmiare.

Se frequentaste i laboratori odontotecnici, vedreste venditori di metalli improvvisati che, tornati da viaggi,

 decantano le caratteristiche dei metalli che hanno portato ad un prezzo conveniente……per loro.

Poi c’è il discorso lavorazione.

Durante le fusioni dei metalli si creano delle scorie e degli avanzi, dove credete che vadano a finire?

Ogni fusione è composta da  del metallo nuovo e da una parte del metallo avanzato di un’altra fusione,

chiamato matarozza . Questa matarozza abbassa la qualità del metallo e, quindi del manufatto stesso, perché

piena di metallo ossidato e scorie di lavorazione.

Anche la lucidatura del metallo è importante. Un metallo ben lucidato si ossida molto meno di quello più

grezzo ed è più stabile.

Peccato che i laboratori meno seri, lucidino bene solo le superfici visibili e, meno, quelle che stanno a contatto

con la gengiva, proprio dove avviene l’ossidazione.

Un’altra cattiva abitudine, in questo caso del dentista, è l’utilizzo di monconi per gli impianti non originali, o

fatti dal laboratorio, per cui ci si ritrova due metalli a stretto contatto, fatti con leghe diverse .

Ho trovato spesso  i monconi per impianti non originali, creare fenomeni di bimetallismo nei confronti

dell’impianto o del moncone-corona.

La perfezione di utilizzo non esiste con i metalli, ma utilizzare metalli diversi vuol dire andarsela a cercare!

 

 

5-Interazione con altri metalli presenti e correnti endorali  e/o corrosione.

 

La tossicità dei metalli è di maggiore entità quando c’è corrosione e ossidazione degli stessi.

 

La corrosione avviene quando si creano micro correnti endorali fra il metallo, che, funzionando da anodo, si

ossida e viene assorbito nelle strutture circostanti .

Queste correnti  possono originarsi da dente a gengiva, da dente a dente, impianto e moncone, protesi mobili e

fissa, e arrivano a creare veri e propri circuiti nella bocca, quando sono presenti apparecchi mobili  o comunque

congiunzioni anche fisse, che creano delle vie preferenziali di passaggio delle correnti.

Se ci sono diversi metalli in bocca, l’effetto viene accentuato: il più forte si crea fra oro e amalgama e fra

amalgame presenti sul dente limato, che stanno a contatto con una capsula  metallica cementata  sopra.

Ci sono poi fattori esterni che aumentano la corrosione da correnti come:

utilizzo di cibi e bevande acide, vicinanza con apparecchi elettrici e campi elettromagnetici, geopatie di tipo

elettrico.

Il caso più frequente è la vicinanza di cellulari e radiosveglie al letto.

 

 L'abrasione dei metalli avviene essenzialmente per il contatto con i denti antagonisti.

Condizione essenziale è che ci deve essere, sulla superficie di contatto, il  metallo.

 La superficie subirà una abrasione modestissima, nel corso degli anni, in normofunzione e rilevante in

presenza di parafunzioni, come il bruxismo, cioè lo strisciamento dei denti.

Un altro tipo di abrasione è quella data dall’operatore durante il fresaggio del metallo stesso.

Questo avviene quando viene ritoccato un punto di contatto, o viene fresato, un ponte od una otturazione

durante la fase di rimozione.

In questi casi  è indispensabile un presidio atto ad evitare che i frammenti vengano a contatto con le mucose

ed assorbiti, oppure ingeriti ,con la saliva.

La diga di gomma è quindi obbligatoria.

 

 

  6-Fattori individuali :

 

Costituzione : ogni tipologia costituzionale è più legata ad un tipo di metallo e meno ad un altro.

 

 Allergia o intolleranza  acquisita (per alterato equilibrio dell’omeostasi).

Ci sono delle situazioni nelle quali un eccesso di carico tossico generale, che può essere causato da altri fattori,

faccia sì  che anche un minimo carico metallico dislatentizzi una patologia occulta subcronica.

Facciamo un esempio:

se c’è una allergia od una intolleranza di base, appena si mette un metallo in bocca, questo crea una reazione

immediata, provocando una infiammazione nella zona adiacente.

E’ la stessa cosa che fa il braccialetto  non tollerato sulla cute, con la differenza che il braccialetto si può

togliere.

 E’ un quadro facilmente riscontrabile sulla mucosa del palato, quando va a contatto con l’ acciaio degli

scheletrati.

Con l’utilizzo di questo tipo di protesi, la mucosa del palato appare dapprima arrossata e gonfia, fino ad avere

ulcerazioni sanguinolente.

 La stessa cosa avviene vicino al bordo gengivale delle capsule, ove la gengiva, sempre infiammata, diventa un

tormento per la persona.

Quando il carico metallico causato da assorbimento ( ce ne sono diverse modalità) supera il carico tossico,

i problemi che ne derivano non sono più locali, ma causano patologie sistemiche, quindi  più gravi.

Abbiamo detto che il carico tossicologico non è essenzialmente dovuto ai metalli della bocca, ma questi,

possono influire notevolmente ad aumentarlo.

Naturalmente questa influenza è variabile  e si modifica, nel corso della vita, in rapporto ad un quadro

eziologico multifattoriale, di difficile previsione.

Immaginiamo una persona che abbia già una intossicazione alimentare, una virosi ripetuta, una geopatia e una

debolezza costituzionale, ma riesca a compensare ed a rimanere in uno stato di salute.

Ad un certo punto, in seguito ad una capsula in metallo appena messa e, magari, un fattore emotivo scatenante,

si ammala.

  La capsula non è stato altro che la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Bisogna considerare che oltre alla quantità, esiste  anche il fattore temporale e cioè che, ogni metallo che

abbiamo in bocca , e mi riferisco soprattutto alle amalgame, è un  potenziale carico tossico che sottrae in

percentuale riserve alle nostre capacità di reazione e adattamento.

 

 

 

 ALTERNATIVE AI METALLI.

 

 Recentemente il mercato ha recepito la necessità di trovare soluzioni alternative ai metalli.

Queste necessità sono in realtà state mosse da esigenze estetiche, piuttosto che di biocompatibilità dei metalli.

Alcune invece sono partite proprio per sopperire ai sempre maggiori problemi di intolleranza ai metalli,

soprattutto per ragioni di contiguità.

Si è visto, ad esempio, come i tessuti molli si adattino molto meglio alle ceramiche che non ai metalli, dai quali

normalmente tendono ad allontanarsi, creando distacchi gengivali ,recessioni e tasche.

Sommando quindi che il paziente non vuole vedere metalli in bocca e che una gengiva ben

aderente è meglio di una gengiva sofferente, la ricerca si è mossa in questa direzione.

Sono state quindi migliorate le resine, sono state inglobate con materiali inorganici per renderle più durature,

lisce ed estetiche, ma soprattutto meno porose.

Ne entrano sul mercato in continuazione e così come entrano, tante ne escono.

La resina in assoluto meno tossica, visto che il materiale di base è il nylon, è la Valplast, ma  anche la resina

acetalica è un altro tipo di resina molto tollerata.

Questi materiali hanno la caratteristica di non essere bicomponenti ,ma di venire sciolte, plasmate e reindurite,

mantenendo le stesse caratteristiche.

In questo modo non rilasciano componenti, ma sono poco modificabili e con una durata limitata.

Ognuna con i suoi pregi e difetti ha delle indicazioni buone, ma limitate a protesi mobili e ganci ed, in

protesi fissa, usata al massimo come provvisorio di lunga durata.

Le resine composite si possono usare per intarsi e coroncine, ma non hanno una grande tenuta senza anima di

metallo.

La fibra di vetro si può usare per i perni, da inserire nei denti devitalizzati e come struttura di ponti adesivi.

Anche il disilicato di litio è un ottimo materiale con un’ottima estetica abbastanza biocompatibile, ma

che non può essere utilizzato per la ricopertura di più di tre denti.

Lo stesso vale per la ceramica integrale, cioè senza l’anima di metallo, che, se usata per la costruzione di ponti

con più di tre elementi, resta troppo fragile.

Nel caso dei ponti, l’unico materiale che può sostituire come robustezza il metallo è lo zirconio; in realtà , è

un metallo nella tavola degli elementi, ma senza le caratteristiche dannose dei metalli.

Subisce un trattamento detto sinterizzazione che lo trasforma  in una pietra bianca durissima,  non si corrode e

non trasmette corrente.

Può venire ricoperto in ceramica per migliorarne l’estetica, proprio come un metallo

Ha come unico svantaggio la lavorazione complessa, ma è un ottimo sostituto del metallo.

Per la sua biocompatibilità viene utilizzato anche in implantologia, da solo o associato al titanio.

Può essere utilizzato anche per la fabbricazioni di perni, di ponti su intarsi, di Maryland e California bridge,

come sostituto del metallo.

Resine classiche, resine Acetaliche, PEX, resine composite, fibra di vetro, Disilicato di litio, ceramica,

Zirconia, sono valide alternative ai metalli.

E’ normale che questi materiali abbiano dei difetti intrinseci,  ma la conoscenza dei loro limiti permette di

sopperire e di raggiungere standard simili a quelli con l’uso dei metalli.

Per quanto riguarda la loro tossicità, questi materiali non sono totalmente biocompatibili, in qualche marca ho

trovato vari contaminanti .

Anche qui bisogna fare una cernita dei migliori,  fra le varie offerte del mercato.

Posso però affermare che, se non è presente una allergia, e questo accade più che altro con le resine, sono

sicuramente da consigliare come alternativa ai metalli.

E’ lo stesso processo che è avvenuto per le resine composite, dapprima osteggiate, ora sostituiscono

egregiamente l’amalgama dentale.

 

 

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