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 E’ molto più semplice comprendere come, mantenendo il corpo sano, migliori anche lo stato buccale, che

viceversa.

Come può la cura dei denti migliorare la salute del corpo?

In realtà non è proprio cosi, non è che curandoci la bocca guariamo da qualche malattia e, con curando la

bocca, intendo prendersi cura della bocca.

Caso mai, prendendoci cura della bocca, evitiamo che i denti si ammalino e che quindi creino dei problemi, che

ci diano dolore, che ci impediscano di masticare, che creino uno squilibrio articolare .

Fin qui tutti d’accordo, ma c’è dell’altro che come sempre è legato alla visione più allargata del nostro corpo e

della nostra salute.

In questa visione i denti, o meglio gli odontoni, sono collegati tramite vie energetiche ben precise a tutto il

resto dell’organismo e quindi possono sia subire che alimentare tantissime malattie e disturbi.

Di come i denti  vengano interessati da patologie sistemiche ne abbiamo parlato nel capitolo precedente,

adesso parlerò di come possano essere loro la causa primaria di patologie a distanza.

La medicina classica mette in guardia da patologie dentali che sono possibili cause di problemi a distanza .

Sono cause essenzialmente legate alla diffusione di batteri da una infezione dentale ed è proprio questa la

limitazione che impedisce di capirne gli altri effetti nocivi.

Ad esempio, in casi di vizi cardiaci valvolari è obbligatorio fare una copertura antibiotica preventiva in caso di

estrazione dentale o anche per una semplice igiene dentale, per evitare che batteri, entrati in circolo sanguigno,

vadano a colonizzare le valvole cardiache.

Ma abbiamo già visto come il danno  che produce un campo di disturbo sia dentale che non, quasi mai può

essere imputato ad una vera e propria batteriemia ma ha altri meccanismi; vedi la regolazione di base del

connettivo  e la teoria neurofocale.

Oltretutto se la noxa patogena fosse così strettamente legata alla diffusione batterica, ci sarebbe una quantità

altissima di infezioni legate ai denti, visto che vengono oltremodo trascurate.

Raramente infatti mi  viene  chiesto da parte del paziente, su richiesta del medico, di verificare la presenza di

infezioni in bocca tali da provocare una batteriemia continua a causa ad esempio di una infezione apicale

asintomatica o di una tasca parodontale profonda, abitudine compiuta di prassi  oltre frontiera.

Questo perché l’ infezione dentale viene completamente sottovalutata soprattutto se asintomatica, tranne i rari

casi nei quali, alle analisi, gli indici di infezione risultino alti e non se ne capisca il motivo, in questo caso può

sopraggiungere l’illuminazione e pensare ad un problema di origine orale.

Ritornando alla patogenesi dente organo, si deve fare un excursus temporale.

Quando è che un dente può dare fastidio a distanza?

 

 

 

 

Dobbiamo distinguere due cause principali , naturali e iatrogene.

 

 Le cause naturali : sono meno frequenti, per il fatto che, appena c’è un problema, quasi tutti si rivolgono ai

dentisti per curarsi.  Sono quelle cause che insorgono in giovane età.

Sono essenzialmente legate ai denti del giudizio che tendono a focalizzarsi, soprattutto se non ben erotti o mal

posizionati.

Si formano delle sacche di infezione cronica, prontamente curate (direi meglio  sedate ) con brevi cicli di

terapie antibiotiche ed antiinfiammatorie, ma che creano differenti problemi a distanza e fra i più vari .

Nella zona retrostante gli ottavi, infatti, detta del nono odontone, passano praticamente quasi tutti i meridiani

che intrecciano relazioni energetiche con tutte le aree del corpo .

Questa casistica era stata ampliamente studiata dal Dott. Adler che ha lasciato la sua testimonianza con un testo

 di grande rilevanza.

Altre cause naturali sono i denti ritenuti malposizionati, i germi dentari, alcune malocclusioni, tasche

gengivali  non curate, calcoli delle ghiandole salivari, tonsille infette, cisti e anche la mancanza stessa di

denti o denti sovrannumerari .

Possiamo, poi, aggiungere come causa, le infezioni dentali profonde: sono causate  da carie trascurate che si

sono approfondite fino ad infettare l’osso, eventualità  abbastanza rara perché prontamente curate da un

intervento medico.


 

  Cause iatrogene

 

Sono le più frequenti si dividono in due gruppi:

 

 1-da traumi  sportivi, da abitudini viziate, da malocclusioni, che vanno a creare lesioni o traumi sui denti.

 

 2-da problemi dentali che vengono creati dal dentista stesso con terapie non correttamente eseguite.

In ordine di frequenza abbiamo:

 Osteiti, causate da estrazioni senza un adeguata pulizia ossea con decorso trascurato.

Antiche devitalizzazioni  o apicectomie, ritenute ancora idonee per una valutazione radiografica non

attendibile.

Materiali vari presenti oltre apice e immessi durante le cure canalari e residui radicolari.

Presenza di amalgama sotto gengiva, in zona periostea o apicale, tatuaggi  dei tessuti molli da rilascio di

metalli.

Tasche periodontali di elementi devitalizzati o protesizzati.

Impianti apparentemente osteointegrati.

Protesi incongrue, materiali non tollerati.

Correnti endorali da plurimetallismo.

Pulpiti croniche asintomatiche sotto otturazioni o in denti limati.

Denti sottoposti a trauma cronico da contatti sbagliati.

Quasi tutte queste cause non vengono considerate come potenziali problemi, soprattutto in assenza di sintomi

clinici e positività radiografica.

 Spesso succede che, anche in presenza di una zona visibile agli rx potenzialmente infetta, non la si tiene in

considerazione quando non accompagnata da sintomatologia .

Quanti denti devitalizzati vengono incapsulati anche se con un quadro non perfetto dal punto di vista

radiografico perché non hanno  mai dato fastidio?

Quante volte ho visto panoramiche in cui si vedono residui di amalgama inglobati nella gengiva o nell’osso,

che non vengono nemmeno  refertati dal radiologo!

Quanti denti ho estratto che presentavano  piccolissime ombre alla radiografia, che  poi si rivelavano infezione

molto vaste!

Ebbene, questo non è niente rispetto a quello che possono provocare tutte queste zone reattive quando si

focalizzano!

Quando l’organismo riesce a contenere, reagendo col proprio sistema immunitario, nessun problema, si può

convivere una vita con zone focalizzate senza alcun tipo di sintomo o danno.

Se però si abbassano le difese in seguito ad un trauma fisico o psichico che, funziona da stimolo scatenante, il

focolaio inizia ad essere una delle cause più importanti di innesco  della malattia.

Dove vada a colpire e in che modo è difficile da prevedere, possiamo seguire le tavole del Dott. Voll, ma non

sempre corrispondono, poiché l’organo colpito può vicariare il problema e cioè lo passa ad un altro organo più

forte  o a quelle zone dell’ organismo meno nobili e sacrificabili.

Il passaggio avviene per via elettiva neurale e del connettivo, quindi colpisce il sistema nervoso, poi muscolo

scheletrico ed i diversi organi fra cui anche la pelle.

Il sintomo di base è il dolore, nevralgie, cefalee, contrazioni muscolare, dolori alle articolazioni, ai muscoli,

che si assommano ad altri sintomi nervosi come aumentate percezione del dolore, ipersensibilità, irritabilità,

ipereccitabilità ma anche confusione mentale, stanchezza, instabilità decisionale, fobie, depressioni,

fissazioni.

L’elenco dei sintomi non li ho letti in bibliografia, sono quelli che ritrovo più spesso nei pazienti.

Esistono tanti altri  sintomi che fanno parte di una casistica non solo mia ma di tutti i dentisti che si

occupano di odontoiatria neurofocale.

Il problema più grande è che alla maggior parte dei pazienti non viene diagnosticata una origine neurofocale ma

vengono trattati come pazienti neurologici  o curati sulla base di  diagnosi non precise.

Sono veramente pochi quelli che ipotizzano una origine dentale ed, essendo anche meno coloro che riescono

identificare la causa, si perde per strada  il 99,9 per cento dei pazienti .

Quante volte mi sono sentito dire: “Ma dove dovevo andare per capire che era il dente?” oppure : “Mi hanno

sempre detto che nei denti non c’era niente !”.

Lo scopo delle mie parole è quello di aiutare coloro  che non hanno ancora trovato una diagnosi precisa al loro

stato di sofferenza.

Tante persone hanno risolto una situazione complicata semplicemente curando o togliendo un  dente e vi esorto

a considerare  questa possibilità perché  potrebbe essere quella giusta anche per Voi.

 

 

 

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