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Le amalgame vanno tolte comunque?

 

Nel corso degli anni ho, con l’esperienza, cambiato atteggiamento.

All’inizio consigliavo di toglierla solo se c’era bisogno e se ai differenti test risultava un problema di

corrosione, rilascio, intossicazione, focalità, etc.

Adesso sono sempre più convinto che  si debbano togliere tutte anche in assenza di sintomi, ma, sempre e solo,

seguendo il protocollo di rimozione protetta, altrimenti meglio tenerle.

 

 

 

 

Perché le amalgame vanno tolte?

 

Tralasciando il discorso tossicità, parliamo dei risultati che si ottengono rimuovendo le otturazioni di

amalgama.

Si ottiene sempre, in circa un anno dall’ultima rimozione, un recupero energetico notevole nell’ individuo in

 salute.

Questo è il risultato di base, al quale vanno aggiunti tutti i miglioramenti dei tantissimi sintomi che può dare

una intossicazione da mercurio e metalli, che sono sia fisici che psichici e dell’umore.

Quindi perché aspettare di peggiorare in salute per sostituirle ?

 

 

 

 

Mi hanno detto che le otturazioni di amalgama durano di più.

 

Da un certo punto di vista è vero.  Infatti l’amalgama è batteriostatica, per il motivo che, essendo tossica,

impedisce ai batteri di proliferare, ma questa tossicità, purtroppo, non si ferma  ai batteri cariogeni, si

estende a tutto l’organismo.

Oltretutto le otturazioni in resina composita se fatte ad arte  hanno ormai raggiunto gli standard di tenuta e

durata delle amalgame, con un grado decisamente inferiore di tossicità.

 

 

 

 

Non so se togliere le amalgame, mi fanno male? Dicono che toglierle è peggio. Ognuno ha la

sua opinione non so come comportarmi e a chi credere.                                                                                                                

Una otturazione in amalgama è composta al 50 per cento da mercurio.

 Le grosse otturazioni possono arrivare a due-tre grammi,  quindi circa un grammo di mercurio in bocca per

ogni otturazione.  E’provato che, giorno dopo giorno, viene rilasciato in bocca tanto che dopo dieci anni già più

di un quarto del mercurio esce praticamente dall’otturazione, ma  dove se ne va ?  Di certo non torna dai

produttori.

Troverete lavori scientifici che affermano che l’amalgama non fa male e altrettanti lavori e testimonianze

contrarie. Come sempre ci è data la responsabilità di decidere per la nostra salute.  Sulla tossicità del mercurio

però non ci sono dubbi, è stato tolto dai termometri, dai vaccini, dagli alimenti. Non vi viene qualche dubbio ?

Visto che ufficialmente una otturazione andrebbe sostituita almeno dopo 15 anni e quasi tutti hanno amalgame

più datate, già questo sarebbe un buon motivo per cambiarle….ma non per rifarle!

Per esperienza, io le toglierei sempre tutte,  quelle nascoste sotto le capsule, i pezzetti inglobati nella gengiva

e nell’osso e quelle delle apicectomie.

Se però devono venir tolte male e senza un buon protocollo, consiglio di non toccarle assolutamente,

passereste da una intossicazione cronica ad una acuta.

 

 

 

 

Sono in stato interessante, devo togliere le amalgame ?

 

Assolutamente no, i giochi sono fatti, il mercurio passa la placenta e sarà uno sgradito regalo per tuo figlio, ma

togliendole ora rischi una intossicazione acuta, quindi non le toccare.

Consiglio alle donne che pensano ad una gravidanza di toglierle tutte, prima di rimanere incinta.

 

 

 

Ho fatto sostituire una otturazione in amalgama con una otturazione bianca, ma da quel momento il

dente mi fa male e non riesco a masticarci.

 

 

Quando una amalgama viene rimossa, anche se si segue un giusto protocollo di rimozione e di ricostruzione del

dente, spesso, succede, che il dente rimanga sensibile e dia dolore alla masticazione.

L’amalgama ha la capacità di “addormentare” il nervo e, questa, viene attribuito alla tossicità del mercurio.

Quando viene rimossa il nervo si sveglia e si infiamma con una leggera pulpite che, può essere accentuata, dai

materiali contenuti nel composito.

E’ quindi  lecito effettuare sempre, in sede di rimozione, la neuralterapia al dente ed, usare, una otturazione

provvisoria medicata da mantenere per due mesi, per non incorrere in questo spiacevole controindicazione da

rimozione di amalgama.

Questo iperemia del nervo, se non trattata, può sfociare in una forte pulpite e portare alla conseguente

devitalizzazione.

 

 

 

 

 

 

Ho un dente che mi dà fastidio, il dentista ci ha lavorato più volte, ho preso anche l’antibiotico ma ho

sempre un fastidio.  Non me lo vuol togliere, dice che va bene o si potrebbe fare una apicectomia, ma io

SENTO che c’è qualcosa che non va.

 

Cerca un dentista che te lo tolga, l'intelligenza del tuo corpo non c’è Università che la insegni.

 

 

 

 

Sono convinto che il mio problema di salute sia legato ad un problema dentale .

 

Cerca un dentista che conosca le relazioni organo-dente e ti faccia un test EAV o Kinesiologico  o sappia

leggere la panoramica, chiarirà subito il tuo dubbio.

 

 

 

 

E’ possibile che dopo che ho messo un impianto abbia sempre una nevralgia che prima non avevo ?

Dicono che l’impianto va bene e non può causare il dolore.

 

Certo che è possibile e nemmeno tanto raro, bisogna accertarlo con altre indagini, il test EAV lo può

confermare .

Si è soliti valutare la riuscita dell’impianto solo dal punta di vista radiografico, ma questa indagine ha dei limiti,

  la clinica ha molta più importanza.

Ma se la radiografia non mostra nulla e l’impianto è stabile ,la clinica passa in secondo piano e l’impianto:”non

può darti quel fastidio”.

La stessa cosa succede per i denti devitalizzati.

Se nonostante una cura antibiotica ed antinfiammatoria, il fastidio rimane, magari in maniera più sorda, state

pur certi che il problema c’è e, difficilmente, guarirà da solo.

 

 

 

 

Vedo che le gengive si abbassano, è un principio di piorrea?

 

Questa è una domanda che mi viene posta spesso da persone sopra i 35-40 anni.

In realtà la piorrea è un termine semplificativo  che racchiude tante problematiche gengivali ; ogni persona è

differente come sarà differente la sua problematica.

Esiste un ritiro fisiologico delle gengive dovuto all’età  che, di solito, è di modesta entità.

Se risulta maggiore, bisognerà approfondire e distinguere cause locali da cause sistemiche.

L’igiene dentale o detartrasi periodica permette di tenere sotto controllo la malattia parodontale, intercettare

e intervenire in tempo, andando a ricercare le cause buccali o organiche profonde, per poter intervenire a

tempo debito con diverse terapie naturali che abbiamo a nostra disposizione.

Anche per le gengive si dovrà considerare la relazione d’organo per ottenere un risultato duraturo .

 

 

 

 

Ho i denti sensibili soprattutto al colletto cosa può essere?

 

Le cause sono fra le più varie: la più semplice ma, anche frequentissima, è data dall’uso di dentifrici sbiancanti

che contengono vere e proprie schegge di particelle abrasive che “feriscono” lo smalto, soprattutto ai colletti,

dove è più fragile .

Anche un uso smodato e senza controllo dello spazzolino, col passare del tempo provoca vere e proprie lesioni

dello smalto.

Poi ci sono le carie che inizialmente danno una maggiore sensibilità e anche i denti che toccano male, di solito

in precontatto, possono essere più sensibili.

Una altra causa che difficilmente viene presa in considerazione, è quella di un problema ad un organo correlato,

che può causare un' ipersensibilità del dente senza che questo abbia delle particolari patologie visibili.

 

 

 

 

Mi è stato proposto di togliere tutti i denti poiché non sembrano più stabili e sostituirli con impianti in

una unica seduta.

 

Vige una legge in natura per cui il corpo si adatta a tutto,  ma ha bisogno di tempo.

Qualsiasi lavoro che facciate, deve rispettare dei tempi biologici che di solito sono molto più lunghi e non

concordano con le nostre aspettative  e le soluzioni complesse.

I lavori fatti in poche sedute ed in breve tempo durano un  tempo breve.

Più la soluzione è complessa, maggior tempo richiede ed il rischio che non venga accettata aumenta.

Il mio consiglio è cercare di mantenere più possibile l' omeostasi della bocca facendo dei piccoli passi per

migliorare la situazione.

I grandi lavori fatti in bocca sono stati per molte persone l’inizio di grandi problemi.

 

 

 

 

Mi mancano due molari, è vero che se non li rimetto potrei avere problemi? E di che tipo?

 

La mancanza di elementi dentari può creare diversi problemi,che aumentano se i denti che mancano sono molti.

In realtà, la mancanza di un solo dente solitamente non crea grandi problemi, questi possono essere dovuti a

una masticazione non ben equilibrata, ad un modesto spostamento dei denti vicini o dell’antagonista. Molto

dipende dal paziente, c’è chi si adatta e chi sente la necessità di rimetterlo perchè solo un dente gli crea

problemi posturali.

Già due molari vicini creano uno squilibrio maggiore e bisognerebbe pensare a sostituirli.

Il problema è che anche la sostituzione può presentare un problema, come la devitalizzazione dei denti

contigui o l’immissione di materiali mal tollerati in bocca.

Vanno quindi valutati tutti i pro e i contro.

 

 

 

 

Mi è stato fatto presente che digrigno i denti, conseguentemente mi dovrei mettere un Bite  o comunque

un apparecchio che mi impedisca di stringere e strisciare i denti?

 

Se non ci sono problemi articolari o forti dolori muscolari, il Bite servirebbe solamente ad impedire

meccanicamente di consumare i denti. In alcuni casi è utile perché, solo per il fatto di portarlo, si smette di

bruxare  in seguito ad una vera e propria presa di coscienza della parafunzione.

Altre volte è totalmente inutile e si continua a strisciare i denti con o senza Bite.

Propongo sempre, prima di farlo, di andare a ricercare le cause per poter smettere senza diventare Bite

dipendenti.

In presenza invece di forti dolori articolari o trismi, è molto utile per decontrarre la muscolatura, una volta

ottenuto il risultato, però, si ritorna al discorso di partenza, di ricerca ed eliminazione delle cause.

 

 

 

 

Avrei bisogno di un Bite, ho visto che ci sono diverse scuole e metodi tutti differenti di costruirlo, quale

mi consiglia?

 

Nel corso degli ultimi dieci anni sono stati proposti differenti tipi di Bite, ognuno dei quali segue un principio

terapico e costruttivo diverso dall’altro.  Non è che questa differenza sia dovuta ad una logica commerciale,

anzi, ogni metodica ha i suoi utilizzatori che hanno potuto giovare  di risultati entusiasmanti.

Ma accanto ai risultati positivi ce ne sono altrettanto insoddisfacenti. Molte persone passano da uno all’altro

finchè non trovano la metodica giusta per loro.

Tutto questo è  spiegabile col fatto che la stessa sintomatologia sia prodotta da diverse cause.

Casualmente un tipo di Bite è ottimo per quella categoria di persone che hanno la stessa origine del problema,

ma non per le altre.

 Per questo motivo è molto più importante ricercare la causa della parafunzione che mettere subito un Bite.

 

 

 

 

Cosa ne pensa della devitalizzazione?

 

Togliere la vitalità ad un dente, a priori, lo considero estremamente sbagliato.

Questo può creare vari problemi a catena di diverso tipo ed è quindi da evitare.

Vi sono però dei compromessi che portano inevitabilmente alla devitalizzazione, piuttosto che all’estrazione.

Se non si vuole perdere il dente e la devitalizzazione è l’ultima spiaggia, che si faccia nella migliore maniera

possibile.

Questo ci permetterà di sfruttare il dente per altri anni, ma non a vita, prima di estrarlo.

 

 

 

 

Ma ho sentiti che i denti devitalizzati portano problemi alla salute generale, chi li ha tolti è poi

migliorato in salute.

 

Anche questo è vero, lo vedo tutti i giorni nel mio studio:  estraendo e bonificando aree focalizzate di

questi denti con vecchie devitalizzazioni si ottengono dei miglioramenti di sintomi correlati.

Ma questo vale solo per i denti focalizzati, o per persone in grave stato di salute .

Un individuo con un sistema immunitario a posto è in grado di tollerare il dente devitalizzato, il materiale da

otturazione o l’impianto. L'importante è capire quale dente sia  un potenziale problema ed estrarlo al più

presto.

Difficilmente una persona in salute accetta di estrarsi un dente solo perché potenzialmente tossico, dovrà

sempre passare per la fase della malattia per prendere una decisione così drastica.

 

 

 

 

In seguito ad  un forte nevralgia con contrazione dei muscoli del collo,  hanno provato a devitalizzarmi i

denti che potevano essere la causa del problema, poi uno a uno me li hanno tolti,  il problema persisteva,

mi hanno mandato dal neurologo, ma tutto era partito da un dente …..

 

Questo è un quadro che capita spesso, è dovuto a infezioni dell’osso che si scatenano in seguito ad ascessi o

devitalizzazioni, ma anche impianti che danno dei disturbi difficilmente identificabili e spesso non visibili

radiograficamente.

In questo caso si procede per esclusione con devitalizzazioni ed estrazioni nella speranza di eliminare il

problema.  Se non si ottiene il risultato, il paziente viene inquadrato come paziente psichico, quando, invece, ha

una osteite che gli crea i dolori e i disagi, a volte con dolori, che prolungandosi nel tempo, diventano

insostenibili.

Questa è una di quelle situazioni nella quale il test EAVI diventa un mezzo di diagnosi insostituibile, ci

permette di identificare la zona esatta del problema e bonificarla ottenendo ottimi risultati di guarigione.

 

 

 

 Quale è la differenza fra dentosofia e odontosofia ?

 

La dentosofia si occupa del riequilibrio della masticazione dell’apparato stomatognatico con l’intento di

riequilibrare tutto il corpo e di armonizzarlo così da ottenere dei miglioramenti globali anche dal punta di vista

psichico emozionale.

Questo lo ottiene migliorando deglutizione, respirazione e occlusione con degli apparecchi chiamati attivatori,

che vanno con un circuito di feedback ad agire anche sul sistema nervoso

L’odontosofia  ha lo stesso scopo, solamente che adopera le altre branche dell’odontoiatria che non sia quella

ortodontica.

Si occupa di migliorare la salute generale del paziente eliminando quelle cause tossiche, batteriche e non, che

provocano i foci ed i campi di disturbo dentari.

Queste cause vanno da materiali mal tollerati a infezioni non evidenti, che causano disturbi a volte in bocca a

volte in altri distretti del corpo e che difficilmente vengono messi in relazione con la bocca stessa.

Quando il problema coinvolge il sistema nervoso centrale ed autonomo, intervenendo si hanno evidenti

miglioramenti e sblocchi della sfera psicoemozionale.

 

 

 

 

E’ giusto utilizzare presidi che contengano fluoro o dare le pasticche di integrazione di fluoro per

rafforzare i denti ?

 

Anche qui le opinioni sono controverse. Sembra sì che il fluoro rafforzi lo smalto se assunto in una certa

percentuale, ma che, però, sia difficile calcolare il dosaggio preciso e  passare ad una dose

eccessiva  provocherebbe fluorosi dentale, con danni allo smalto.

La fluorosi dentale è tipica di persone che vivono in zone di solito vulcaniche ove il contenuto di fluoro

nell’acqua è alto.

Negli USA,  ad esempio, la fluorazione degli acquedotti è stata ormai vietata da diversi anni.

Ci sono poi dei lavori che affermano che il fluoro è tossico e che  la sua assunzione porti problemi di salute.

Io personalmente sono contrario all’integrazione artificiale di fluoro e a qualsiasi assunzione che non sia

naturale e, cioè, apportata naturalmente dal cibo e bevande.

 

 

 

 

E’ vero che un focus dentale può causare un disturbo che non è apparentemente in relazione col dente

infetto?

 

Assolutamente sì, anche se sembra impossibile, ma è tutto spiegabile con le relazioni fra le zone dentarie e il

resto dell’organismo che erano    già state spiegate dalla medicina cinese tradizionale.

Spesso il problema esiste e non viene rilevato con i metodi diagnostici tradizionali, ma solo utilizzando

tecniche alternative come l’EAV, la Kinesiologia, la riflessologia, tecniche di rilevazioni di biofrequenze.

Queste stesse tecniche permettono di capire il legame fra disturbo e zona focalizzata .

 

 

 

 

Ho fatto tac e panoramica con esito negativo, mentre al test di EAV risulto positivo per un dente. Chi

ha ragione? Come posso convincermi?

 

In molti casi dubbi, è opportuno ricorrere alla neuralterapia.

Consiste nell’iniettare una minima quantità di anestetico in corrispondenza del dente sospetto.

Se c’è un miglioramento dei sintomi si avrà la certezza della corrispondenza fra infezione e patologia e della

loro relazione causale.

 

 

 

 

Ho fatto una riabilitazione dentale totale con ponti, impianti,  perni e devitalizzazioni. La bocca è a

posto ma sono peggiorato in salute, ci può essere un nesso con tutti i lavori fatti?

 

Ci può essere come non essere . Un problema in bocca può scatenare un nuovo problema di salute come può

peggiorare un vecchio problema.

Se il problema è un problema nuovo, che è venuto fuori subito dopo i lavori in bocca, è facile che questi ne

siano la causa.

Se problemi di salute vecchi  sono precipitati, subito dopo il lavoro in bocca, è facile che ne sia una concausa.

Normalmente la relazione viene negata e imputata ad altre cause.

Fatevi fare un test di elettroagopuntura o una metodica di indagine alternativa  per escludere il problema

dentale, oltre che fare tutte le altre indagini mediche del caso.

 

 

 

 

 

Un medico omeopata  mi ha  detto che i miei problemi di salute sono causati dal dente del giudizio che è

infetto. Il mio dentista ha detto che non è possibile visto che i denti del giudizio non li ho più.

 

Può essere un tipico caso di osteite residua. Si tratta di una infezione dell’osso adiacente ad un dente,  che si

infetta e resta infetto anche dopo l’estrazione del dente stesso.

Difficilmente visibile in radiografia e spesso asintomatico, può costituire un vero e proprio covo batterico e

provocare patologie a carico di altri distretti dell’organismo.

In un caso come questo è necessario eliminare l'osteite, riaprendo la zona gengivale e ossea interessata.

 

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