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L'amalgama è quell'otturazione scura, che metà della popolazione mondiale  ha in bocca, volgarmente chiamata

piombatura.

Da più di un decennio osteggiata, ma già contestata appena uscita nei primi del novecento, più di un secolo fa.

  Il motivo principale di dubbio è sempre quello, fa male o non fa male, a prescindere che sia un ottimo

materiale da otturazioni dentali?

 

 

INTOSSICAZIONE DA AMALGAMA.

 

Esistono più tipi di intossicazione da amalgama:

 

1-Assunzione da micro dosi.

2-Intossicazione acuta.

3-Intossicazione ereditata.

4 -Intossicazione professionale.

 

 

1-Assunzione a piccole dosi.

 

Una amalgama contiene circa il 50 per cento di mercurio e ogni otturazione contiene mediamente 2-3 grammi

di mercurio.

Dopo 5 anni metà del mercurio non c’è più, viene rilasciato, dopo 20 anni sale all’80 per cento.

Il tipo di  amalgama ( di rame o non gamma 2),compattazione insufficiente, bruxismo, cibi acidi, bimetallismo

con correnti endorali, precontatti, mancanza di sottofondo, professionista non sensibile, insieme al numero e

all’ampiezza delle otturazioni possono aumentare e accelerare l’assorbimento.

Ma la maggiore fonte di assorbimento cronico per i portatori di amalgama  è quella per inalazione dei vapori

(dal 50 al 90 percento assunzione totale),  la media giornaliera è di circa 10 microgrammi giornalieri.

Le esposizioni a basse dosi di tossicità hanno una valenza che 25 anni fa non era presa in considerazione, il

meccanismo si differenzia dal campo allergologico o tossico classico, ma si entra nel campo della immuno

tossicologia.

Il tempo di insorgenza delle patologie, tra l’inizio dell’esposizione e lo sviluppo della patologia, è dell’ordine di

decenni.

Questo meccanismo è spiegabile con l’azione del mercurio nel diminuire il bagaglio di attività enzimatica della

persona e quindi quegli enzimi che avrebbero dovuto essere consumati per vivere una vita, vengono consumati

dall’azione erosiva dell’amalgama.

Andiamo a vedere come si esplica questa azione.

Le ricerche di Hultmann  94-98 e Nielsen 2002 hanno mostrato che inserendo otturazioni in amalgama nei topi, 

a lungo termine si produce una accelerazione dell’attivazione delle glicoproteine cellulari Hla con la comparsa

di condizioni infiammatorie e autoimmuni croniche.

Anche glicoproteina dipeptil-peptidasi viene inattivata dal mercurio e, visto che la sua funzione è quella di

scindere i frammenti peptidici delle proteine di cereali, legumi e latte, è facile arrivare prima del tempo ad una

intolleranza alimentare.

L’inattivazione degli enzimi della famiglia CYP2D6-CYP3A1-CYP1A1 porta alla sindrome da

SENSIBILITA’ CHIMICA MULTIPLA.

Questi enzimi aiutano il fegato ad inattivare farmaci di sintesi e sostanze estranee alla nostra biologia, i metalli

tossici accorciano il tempo di vita di questi enzimi (Schmiederberg 1999 Alexidis 1994 Vakharia 2001).

Ma qual è il meccanismo con il quale un metallo pesante indebolisce un sistema enzimatico?

 

1- È  i consumo delle riserve di magnesio nella cellula.

L’ipomagnesia può portare a intolleranze alimentari e, assumendo magnesio, si può contrastare la tossicità  del

mercurio nella prima fase, (tossicità indiretta).

In caso contrario, il sistema immunitario reagisce alle cellule che stanno morendo per carenza di magnesio con

un aumento di citochine e quindi di infiammazione.

 

2 -Anomalie funzionali cellulari e enzimatiche per consumo di magnesio, zolfo, vitamina B12, zinco e selenio

causate dal mercurio (tossicità diretta).

È quindi chiaro come il mercurio agisca defraudando il nostro organismo di tutti quegli elementi essenziali per

attività enzimatiche e produzione di energia,praticamente un invecchiamento precoce per quanto riguarda

l’economia energetica dell’organismo: ci porta a essere in riserva di energie!

 

 

2-Intossicazione acuta da vapori di mercurio e amalgama .

 

Minamata Giappone 1950.

L’industria scaricò del mercurio nella baia di Minamata,

i batteri lo convertirono in metil-mercurio che venne assorbito dal plancton .

Questo fu il cibo principale dei pesci, che a loro volta vennero mangiati dalla popolazione dei pescatori della

baia.

Risultato 121 intossicati, 46 morti e, su 400 nascite, in 4 anni 22 neonati deformi e ritardati.

Ma l’assorbimento maggiore non viene dal pesce. Nel 1991 l’organizzazione mondiale della sanità dichiarava

che gli esseri umani in media assorbono molto più mercurio dalle amalgame che non dal pesce.

L’intossicazione acuta avviene durante la rimozione non protetta delle amalgame dalla bocca, durante

l’immissione (senza diga quindi frammenti assorbiti dalla mucosa o ingeriti, compattazione meccanica,

fresatura per contatto alto), durante la lucidatura, durante il fresaggio in caso di preparazioni protesiche,

separazioni radicolari, accesso camera pulpare, taglio per rimozioni protesi sovrastanti.

L’azione lesiva si ottiene in differenti maniere:

La prima per la nebulizzazione dei metalli e la produzione per riscaldamento di vapori di mercurio che vengono

inalati da paziente ed operatori.

Questi vapori passano attraverso il naso, i nervi ottici e si depositano nel cervello, vengono assorbiti dai

polmoni  e dall’intestino.

Secondo, per l’ingestione di frammenti di amalgama.

Terzo, per l’assorbimento di amalgama attraverso  le mucose orali (tatuaggi).

La ricerca del mercurio nelle urine deve essere effettuato entro massimo 48 ore, poiché la tendenza sarà quella

di essere depositato in vari distretti dell’organismo fra i quali il tessuto nervoso e le ossa mascellari.

 

 

3-Intossicazione ereditata.

 

L’OMS ha raccomandato che per le donne in età fertile l’esposizione ai vapori di mercurio deve essere

minimizzata.

Il governo tedesco, canadese, svedese, austriaco, danese finlandese, inglese, norvegese e, per fortuna, anche

italiano hanno lanciato l’allarme contro l’uso di amalgame su donne incinta.

Studi dimostrano che il mercurio passa la placenta ,appare nel fluido amniotico, sangue, fegato e ghiandola

pituitaria del feto, entro 2 giorni dall’otturazione.

Il bambino continua l’assunzione del mercurio con l’allattamento attraverso il latte materno:

la madre smaltisce, lui assume.

I genitori con amalgama danno ai loro piccoli in eredità ridotte capacità di autonomia fisiologica e un

assottigliamento della resistenza genetica.

Le donne in età fertile sono una categoria davvero particolare in questo senso, la valutazione tossicologica

avrebbe dovuto essere nel loro caso ancora più prudente.

L’esposizione del feto all’amalgama materna è una comune e importante fonte di avvelenamento.

 Fino al 40% del totale del veleno, depositato nell’organismo

della madre, passa al bambino durante la gravidanza e un ulteriore 5% passa durante l’allattamento.

I figli di madri con otturazioni in amalgama sviluppano carie come primo risultato della scomoda eredità

materna di metalli tossici, le carie dei bambini sono allora nuovamente trattate con otturazioni in amalgama,

sebbene nella maggioranza dei casi esista già una sensibilizzazione nei confronti dell’amalgama (già la madre

era immunitariamente reattiva all’amalgama).

 

 

4-Intossicazione professionale.

 

 Esistono diverse professioni il cui rischio di venire a contatto con il mercurio, è reale e documentato.

Stranamente per gli odontoiatri difficilmente se ne parla, forse perché dovrebbero essere messe in discussione

anche le loro azioni sui pazienti.

Eppure anche loro hanno delle otturazioni in bocca, e quindi subiscono gli effetti di una microintossicazione,

alla quale bisogna aggiungere quelli di una intossicazione acuta che hanno nello studio giornalmente.

Questa una volta era assicurata dall’abitudine di preparare a mano l’amalgama con mercurio liquido e polvere e

pestello.

La legislazione ha introdotto l’uso di capsule predosate che vengono vibrate e che hanno un pestello interno,

ma l’alta temperatura che raggiungono fa sì che una volta aperta la capsula il vapore di mercurio inodore e

incolore venga inalato dall’operatore ignaro.

Oltretutto durante l’immissione e la rimozione, la fresatura e la lucidatura altri vapori inondano lo studio fino a

saturarlo con quantità di vapore superiori ai limiti imposti dalla legge.

Tutta l’unità operativa: camici, pavimenti etc. si impregna di mercurio.

La cattiva abitudine di usufruire di condizionatori, che solamente riciclano l’aria interna, peggiora la situazione.

Operatori, personale assistente, personale che effettua le pulizie e pazienti soggiornano in un ambiente

potenziamene tossico che, oltre ad una carica batterica e virale maggiore è saturo di vapori di mercurio.

I pezzetti di amalgama inoltre restano inglobati nei filtri di aspirazione e nei separatori di amalgama per

settimane finché non vengono rimossi e, dove vengono messi i pezzi più’ grossi che vengono tirati via

dall’assistente? (esempio pezzetti rimasti sulla diga, nella spazzatura? Nel sifone del lavandino? In un

contenitore, in un cassetto nello studio stesso?).

 

 

SINTOMI DA INTOSSICAZIONE DA AMALGAMA.

 

Vediamo ora quali sono i sintomi provocati dall’amalgama “Silveramalgam = amalgama d’argento”, che è

composto dei seguenti metalli: Argento, Mercurio, Stagno, Rame e Zinco.

Questa è la composizione classica, in realtà molte altre sostanze sono contenute in questa miscela.

La Clark afferma di aver trovato all’interno di otturazioni di amalgama moltissimi altri metalli fra i quali

TALLIO GERMANO e PIOMBO, BARIO e ALLUMINIO.

L’intossicazione da tallio è la più subdola, la dose letale per un uomo da ingestione va da mezzo grammo a un

grammo, viene usato nel veleno per topi. Aggiunto al mercurio, ne abbassa la soglia di congelamento.

Accertato che esposizioni tossiche al mercurio determinano una drastica riduzione di minerali, primi fra i quali

magnesio zinco e selenio e, considerando che una buona parte  degli enzimi, funzioni cellulari e delle

glicoproteine utilizzano questi minerali, è prevedibile un certo polimorfismo dei sintomi.

In ogni organismo sarà l’anello più debole della catena a determinare l’uno o l’altro sintomo e, grazie all’EAV,

sarà possibile risalire all’origine causale del sintomo.

 

 

1.            Sintomi generali: tremori, sonnolenza, inappetenza, stanchezza.

 

2.            Sintomi a carico del sistema nervoso: difficoltà di concentrazione, scarsa memoria, eretismo  

               mercuriale, malattie degenerative del sistema nervoso.

 

3.            Sintomi psichici: depressione, irritabilità, agitazione.

 

4.            Scarsa risposta alle terapie in caso di: influenza, tonsillite, sinusite e rinite

 

5.            Sintomi del distretto cefalico: cefalee, nevralgie, dolori alla nuca ed al collo, bruciori della lingua,

               bocca arida, sapore metallico in bocca, aftosi recidivanti.

 

6.            Occhi: turbe del visus di eziologia non chiara: iriti, edemi perioculari.

 

7.            Orecchio: ronzii.

 

8.            Polmoni: asma bronchiale.

 

9.            Cuore: aritmie.

 

10.          Stomaco e intestino: vomito, tenesmo, gastroenterite, colite ulcerosa.

 

11.          Vescica: tenesmo vescicale, vescica irritabile.

 

12.          Pelle: pruriti, esantemi, eritemi, caduta dei capelli.

 

13.          Articolazioni: reumatismi, artralgie.

 

L’enzima che aiuta la disintossicazione dal mercurio è il glutatione sulfureo transferasi (GTS).

Solo se questo enzima è presente nel corpo in quantità sufficienti, l’organismo tollera l’amalgama per un lungo

periodo.

A determinare il danno da avvelenamento non è il numero di otturazioni, ma piuttosto l’accumulo di tossine

nell’organismo, la sensibilizzazione ad esse e le disfunzioni metaboliche in quell’organismo.

La tendenza ad avere accumulo di tossine, d’altra parte, dipende  da dove si è andata a localizzare l’amalgama,

da quanta se ne è accumulata nel corpo e, soprattutto, dal grado di sensibilizzazione ad esso.

La localizzazione dei depositi tossici determina la natura dei sintomi

 

Sintomi da intossicazione da vari metalli.

Esaminiamo ora la sintomatologia da intossicazione cronica dei vari metalli pesanti che compongono

l’amalgama, iniziando con l’intossicazione da Mercurio, che è la più importante.

Consideriamo che l’azione tossica del mercurio aumenta in presenza di candida.

Ove questo fungo fosse presente in bocca o nell' intestino, produce un cambiamento del mercurio, metilandolo

trasformandolo in mercurio organico.

 

Il metil mercurio è ancora più tossico del mercurio inorganico.

 

-              Sintomi neuropsichiatrici: cefalea, depressione, apatia, astenia generale, turbe della memoria,

nevralgie facciali, lombalgie, tremori, insonnia, atassia, turbe della sensibilità, paralisi, tetania, vertigini,

disturbi visivi

 

-              Sintomi infettivi con insufficienti difese immunitarie: tendenza alle infezioni, immunodeficienza,

sinusiti, afte, gengiviti.

 

-              Sintomi vari: allergie, asma, dermatosi, irsutismo, caduta dei capelli, alitosi, aritmie cardiache,

anemia, dolori addominali.

 

Sintomi d’intossicazione da Zinco: astenia, nevralgie, paralisi, cefalea, raucedine, tosse, ipersensibilità al

freddo, dolori gastrointestinali, pallore.

 

Sintomi d’intossicazione cronica da Rame: astenia, tremori, spasmi, parestesie, cefalee, turbe della vista,

coliche, costipazione, danni epatici, allergie.

 

Sintomi d’intossicazione cronica da Argento: vertigini, paure, scarsa memoria, disturbi mentali, dolori alla

schiena, dolori articolari, reumatismi.

 

Sintomi d’intossicazione cronica da Stagno: coliche periombelicali, sensazione di vuoto allo stomaco, vomito

da odore di cucina, disturbi al laringe e ai bronchi, enteroptosi.

 

 

Come si può osservare dai suddetti elenchi, i metalli pesanti che compongono le amalgame agiscono su diversi

strati dell’essere vivente, come d’altra parte era già conosciuto dalle patogenesi effettuate dagli omeopati più di

un secolo fa.

Questi effetti si esercitano infatti sullo strato psichico, neuro-vegetativo, funzionale, neurologico e organico ma,

in particolare, sul sistema endocrino e neurovegetativo, che hanno una funzione di controllo sugli altri organi.

Ogni componente richiama un insieme di sintomi, che a volte si sovrappongono e si potenziano l’un l’altro,

rendendo così estremamente difficile il riconoscimento della causa, partendo dalla sintomatologia clinica.

Questi sintomi sono però importanti da conoscere perché si possono valutare disturbi a vari apparati, la cui

eziologia è poco chiara, riportandoli ad un solo fattore eziologico, senza che il paziente vada da uno specialista

all’altro per ogni disturbo.

 

 

Per il riconoscimento sicuro dell’eziologia è di somma utilità il test  EAV.

Bisogna però abituarsi a riconoscere le interconnessioni.

 

Sottolineiamo inoltre i seguenti punti:

 

1.            I sintomi suddetti possono avere anche cause diverse.

 

2.            L’amalgama non è l’unica causa per i sintomi lamentati.

 

3.            L’amalgama è meglio sopportato se:

-              è di buona fabbricazione

-              il dentista ha lavorato lege artis.

-              è stato preparato il sottofondo all’otturazione, che spesso manca.

 

 

La dentina e gli odontoni fanno parte del sistema di regolazione di base secondo Pischinger; perciò, se la

barriera protettiva non è intatta, il sistema reagisce nel suo insieme, in genere con sintomi distanti dalla bocca,

rendendo così difficile scoprire l’eziologia.

E’ molto importante il grado di inquinamento pregresso del sistema vegetativo.

Spesso il livello di tolleranza ai materiali dentari aumenta se si esegue una cura di riattivazione mesenchimale.

Inoltre un metallo, anche in quantità minima, può danneggiare una persona se questa ha una costituzione

particolare con un’affinità verso il metallo (concetto di tipo sensibile secondo l’omeopatia costituzionalista).

 

 

Strumenti per la diagnosi di intossicazione da mercurio.

 

Esame del sangue

È un esame valido solo per valutare una intossicazione acuta (es. rimozione non protetta amalgame) poiché il

mercurio ematico si distribuisce rapidamente nei tessuti.

 

Esame delle urine

Non è attendibile: una persona sana espellerà più mercurio nelle urine di una malata e non è dimostrabile che

non sia avvenuta un assorbimento tissutale e in che quantità.

 

Esame saliva

È un buon esame e altamente riproducibile e attendibile come lo è quello di misurare i valori di mercurio nel

fiato.

 

Test dei capelli.

Dà informazioni attendibili sull’accumulo nell’organismo effettuando un mineralogramma e informazioni su

deficienze di altri minerali.

 

Test fluido spinale.

Ottimo per valutare l’accumulo, di difficile esecuzione.

 

Esame all’oftalmoscopio.

Osservando la parte posteriore del globo oculare, il Dott. Doty Murphy descrive striature nere che compaiono

nella retina dei portatori di amalgama e che scompaiono dopo la rimozione.

 

Test delle porfirine nelle urine.

Le porfirine son molecole prodotte dal fegato in nove passaggi, ognuno dei quali prodotto da uno specifico

enzima .

A seconda della porfirina presente, si può capire da quale metallo pesante il fegato è ostacolato.

 

Lts (lymphocyte stimulation test) melisa(memory lymphocyte immuno stimulation assay)

Sono entrambe test per determinare una reazione  autoimmune al hg e, quindi, a dosi bassissime che possono

essere anche non rilevate da altri  test.

 

 

 TEST  EAVI.

Anche la Degussa produttrice di metalli, utilizzava  questa tecnica come garanzia ulteriore dell’affidabilità delle

sue leghe. 

 

 

 

 

Altri metalli di uso odontoiatrico.

 

 

Secondo la dottoressa Clark, nell’amalgama sono presenti più di 50 metalli rilevati col syncrometer

Lantanidi (terre rare).

Ce .dy,eu,gd,ho,la,no,nb,pr,sm,tb,yb,y.

Vengono anche inseriti nella resina delle protesi (METACRYLATE) e polverizzati per renderla più’ compatta e

lucidabile.

Tulio e itterbio, ad esempio, sono cancerogeni (Helmut Sigel 1980).

Vengono usati anche nei compositi moderni per aumentare la radiopacità insieme al  bario e allo zirconio.

Si accumulano nelle cavità focali (zone di bioaccumulazione) e impediscono ai globuli bianchi di fare il loro

lavoro soffocati dai depositi di ferro e calcio.

 

Cadmio:

viene utilizzato per colorare di rosa le protesi, è 5 volte più tossico del piombo e produce ipertensione, è anche

 una componente delle leghe nobili e nei coni di guttaperca.

 

Nickel-rame-cobalto-vanadio-tallio-germano-cadmio-mercurio-platino-titano-uranio-alluminio

sono stati trovati sia nelle amalgame, leghe nobili, che nelle resine e molti di loro sono potenzialmente

cancerogeni.

 

Ma come mai le resine che sono plastiche contengono metalli?

Probabilmente l’impiego di sostanze chimiche  di qualità inferiore per fabbricare la plastica o ingredienti

riciclati causano la contaminazione dei materiali dentali con metalli tossici, coloranti e solventi.

Anche gli antisettici chimici utilizzati possono essere a loro volta contaminati e, quindi, la contaminazione si

propaga sempre di più e risulta difficilmente controllabile.

 

D.W. Eggelston (USA) ha dimostrato che l’amalgama e il nichel fanno diminuire il numero dei T linfociti,

(fondamentali per il buon funzionamento del sistema immunitario), con conseguente predisposizione alle

malattie sistemiche.

 

 

Quindi, per eseguire una diagnosi ed una terapia corretta in questo campo si deve conoscere:

 

1.            Il sistema di regolazione di base.

2.            La fisiologia dell’agopuntura energetica.

3.            Il pensiero cibernetico: “cosa ha effetto e dove”.

4.            L’organotropismo dei componenti dell’amalgama.

5.            La misurazione della tensione e delle correnti endorali.

6.            Il Test per determinare le connessioni sistemiche secondo il pensiero cibernetico.

 

Si deve tener conto inoltre di un ultimo fatto. Spesso, dopo che si sono regolarizzati a 50 unità di scala i punti

delle mani e dei piedi, il punto dell’Ipotalamo (2O TR) rimane elevato. Si tratta, in genere, di un effetto

radiante sul mesencefalo da parte di protesi in oro ed otturazioni in amalgama.

Questo effetto viene evidenziato solo dopo che le irritazioni di organi e tessuti sull’ipotalamo sono state

eliminate.

Secondo l’ing. Werner, “la campana piccola si sente solo dopo che le grandi hanno smesso di suonare”.

In un articolo dal titolo “Deposito di mercurio nell’organismo in rapporto al numero di otturazioni con

amalgama” Birkmayer e coll. si chiedono:

 

-Il mercurio si libera dalle otturazioni ?

-Il mercurio liberato viene espulso o si deposita negli organi?

 

Per rispondere a tali domande è stato dapprima misurato il valore del mercurio nell’aria intraorale di soggetti

con otturazioni in amalgama: esso era di 4,9 microgrammi per centimetro quadrato.

Con la masticazione di gomma americana, il livello nell’ aria espirata aumentava di 3-5 volte.

Nel denti otturati con amalgama, le pareti alveolari e le radici avevano un valore di mercurio maggiori che in

denti senza otturazioni. Questa è quindi un’altra via di accesso del mercurio nell’organismo.

 

Le vie di penetrazione del mercurio dall’ amalgama nell’organismo possono essere quindi:

 

1.            Meccaniche  (masticazione ).

2.            Chimiche: aumenta con cibi acidi (con pH inferiore a 3) e bevande calde.

3.            Elettrochimiche: specie se c’è in bocca oro od argento: a causa della tensione elettrochimica si ha

l’espulsione del materiale meno nobile, cioè del mercurio. Questo vale anche per il tipo di amalgama non-

gamma due.

 

E’ stato effettuato il seguente esperimento: a 417 pazienti con una-nove otturazioni in amalgama in bocca, e

senza altre esposizioni a mercurio (come: cause professionali, industriali ed alimentari), è stato somministrato

Dimaval (DMPS-Na) per via endovenosa.

Dopo trenta minuti sono state raccolte le urine ed è stata misurata la concentrazione di mercurio.

I risultati mostrarono che, più numerose erano le amalgame e più aumentava la quantità di mercurio eliminata,

che veniva immagazzinata nell’organismo.

Il valore medio dei depositi era di 293 microgr./l di urina, cioè settanta volte superiore al range di tolleranza

dell’ OMS, che è 4 microgr./l.

Questo rappresenta un sovraccarico, cioè un’ intossicazione cronica che può essere tollerata solo se i sistemi di

disintossicazione dell’organismo sono funzionanti.

Il mercurio si deposita anche in altri organi, in particolare: apparato gastroenterico, pelle, capelli, tiroide,

fegato, rene, pancreas, testicoli, prostata, cervello (soprattutto nuclei grigi centrali, cervelletto, ipofisi).

In realtà il Dimaval libera anche altri ioni come zinco, rame e argento i quali, sommando i loro effetti tossici a

quelli del mercurio, aumentano l’intossicazione mesenchimale e quindi la gravità della sintomatologia.

Nella prospettiva di una riattivazione globale del mesenchima secondo Voll sviluppato in EAV, il medico

internista od odontoiatra deve tener conto non soltanto delle amalgame, ma anche di tutta una serie di materiali

odontoiatrici che spesso non vengono ben tollerati e, poiché generalmente i sintomi si manifestano a distanza

dall’apparato oromandibolare, con disturbi non ben definiti, soprattutto di tipo neurovegetativo, bisogna

eseguire un test specifico che tenga conto di tutti questi materiali. 



 

 

 

REPORT SULL'AMALGAMA ,LE OPINIONI UFFICIALI E NON.


 


Attualità sulla tossicità dell'amalgama

Di G. Tessore* e A. Lojacono**
* Professore a contratto presso la Cattedra di Odontoiatria Conservativa dell'Università di Torino diretta dal prof. M. Pezzoli
**Libera professionista in Torino.

In tutto il mondo occidentale negli ultimi due anni i media hanno riportato articoli e programmi televisivi volti a presentare ai lettori e agli spettatori i restauri in amalgama come dannosi per la salute e i dentisti che li eseguono come professionisti poco informati. Questa campagna denigratoria svolta in modo estremamente aggressivo e poco obiettivo ha generato un certo allarme nei pazienti e qualche dubbio nei colleghi. Per questo motivo abbiamo sentito la necessità di comporre una sorta di "intervista sull'amalgama" raccogliendo le domande che più comunemente ci vengono rivolte dai pazienti e dai colleghi. Abbiamo scelto di dare risposte molto sintetiche utilizzando un linguaggio che potrebbe anche essere compreso da un profano per poter eventualmente essere letto dai pazienti.

Perché si utilizza ancora oggi l'amalgama d'argento nonostante essa contenga mercurio?

L'amalgama presenta nel tempo un ottimo sigillo marginale, resistenza alla compressione e all'abrasione, facilità di utilizzo, lunghissima e positiva esperienza clinica e basso costo finale del restauro. Attualmente non esistono ancora materiali, per eseguire restauri diretti nei settori posteriori, realmente sostitutivi dell'amalgama in ogni situazione clinica , bensì materiali come le resine composite che possono essere considerati ottime alternative estetiche nelle situazioni cliniche più favorevoli.

Quali sono i difetti accertati dell'amalgama?

  • Un colore che non si mimetizza con il dente, anzi tende a discolorarlo
  • Nessuna adesione ai tessuti dentali e di conseguenza la necessità di effettuare preparazioni ritentive che possiamo definire secondo le attuali tendenze in un certo modo demolitive
  • Il tatuaggio delle mucose durante la preparazione protesica dei denti ricostruiti in amalgama
  • La possibilità di indurre ipersensibilizzazione o reazioni tossiche

Può il mercurio contenuto nelle otturazioni in amalgama essere dannoso per la salute?

Le otturazioni in amalgama rilasciano vapori di mercurio (HgO) soprattutto durante la masticazione, lo spazzolamento, i rialzi termici e le parafunzioni. Parte dei vapori vengono esalati, parte vengono inalati e dal polmone passano in circolo e, poichè il mercurio metallico è fortemente liposolubile, è in grado di superare le barriere cellulari distribuendosi rapidamente nei tessuti, dove viene ionizzato e come tale sequestrato. Un'altra parte di vapori si dissolve nella saliva e viene deglutita.
La popolazione europea assume quotidianamente 8/10 microgrammi di Hg di cui 5 proviene dalle otturazioni in amalgama.
La maggior parte del mercurio che noi introduciamo viene secreto, salvo quello che si accumula nei reni ed in minima percentuale nel cervello, polmoni, fegato e tratto gastrointestinale. Studi tedeschi affermano che la quantità di Hg assumibile dalle otturazioni (da 1,2 a 1,8 microgrammi al giorno) non può ritenersi pericolosa. Comunque la recente letteratura scientifica mondiale è concorde nell'affermare che solo una piccolissima parte di mercurio raggiunge il resto del corpo e non è chiaro se questa sia correlata al numero di otturazioni. Un articolo americano (Mackert e Berglund ,Medical College of Georgia 1997) sostiene che sarebbero richieste da 450 a 530 superfici di amalgama in una persona per produrre 30 lg Hg /g creatinina urinaria, livello che l'OMS associa con i sintomi più lievi negli individui più sensibili.

Chi decide se l'amalgama è un materiale tossico o no?

Nel 1998 I componenti Il Comitato Europeo per la Salute ha redatto un "report" per aggiornare la i dentisti in riferimento ed ottemperanza alla legge 93/42 sui dispositivi medici ed ha concluso che l'amalgama è priva di rischi di tossicità sistemica e si verificano solo rarissimi casi di ipersensibilità. Ciononostante è impossibile affermare che qualsiasi prodotto sia assolutamente privo di effetti collaterali in ogni occasione; con l'amalgama, come per qualsiasi altro farmaco è opportuno valutare il rapporto rischio /beneficio.Il miglior restauro, assolutamente privo di effetti collaterali, è il non restauro che si ottiene con la prevenzione. È opportuno ricordare che nonostante il fluoro sia riconosciuto dalla ricerca come il principale artefice della drastica diminuzione dell' incidenza della carie, è ancora da alcuni temuto per la sua potenziale tossicità. Occorre considerare inoltre che esiste moltissima ricerca sull' amalgama mentre molto poco nutrita è al mometno attuale la ricerca sulla potenziale tossicità dei materiali alternativi e che i restauri alternativiattuali hanno sicuramente una vita più breve. Naturalmente sarà opportuno che il dentista generico si tenga continuamente aggiornato sullo stato delle ricerche, recentemente sono stati messi in relazione da alcuni i restauri in amalgama con disturbi quali la demenza senile, ma fino ad oggi tali legami non sono stati ancora assolutamente stabiliti.


 


 


Amalgama


Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


 


Amalgama in una otturazione dentaria.

Si definisce amalgama una lega contenente mercurio.[1] Il termine deriva dal latino medievale amàlgama, usato in alchimia, e deformazione, per mediazione araba, del greco málagma (= impasto tenero), dal verbo greco malásso (= io rammollisco).

La consistenza di un amalgama varia in base alla concentrazione di mercurio presente. Alte concentrazioni di mercurio (liquido a temperatura ambiente) rendono l'amalgama liquido; basse concentrazioni generano un prodotto solido.

Gli amalgami sono ampiamente utilizzati nell'industria estrattiva dell'oro e nella produzione di idrossido di sodio per via elettrolitica. Un utilizzo molto diffuso e che oggi è sempre più sconsigliato è quello dentistico, che utilizza un amalgama a base di mercurio, stagno, argento e piccole quantità di rame (in quelle di ultima generazione) per le otturazioni dentarie.

 

Tossicità dell'amalgama

La tossicità da mercurio è universalmente documentata da oltre duemila anni. L'uso del mercurio nella pratica odontoiatrica per ciò che concerne il riempimento di cavità preparate è stato sottoposto a severe critiche dal momento che ne è stata riscontrata la diffusione nell'intero organismo e attraverso la barriera ematoencefalica, ma mai in studi controllati e statisticamente significativi.

Da aprile 2008, Danimarca, Svezia e Norvegia hanno vietato l'impiego di mercurio per uso dentistico, per motivi ambientali e di salute pubblica.

Non risultano scevri da quest'effetto neanche i recenti composti tipo "no gamma due". I vapori di mercurio organico possono essere metabolizzati a livello della mucosa nasale, direttamente attraverso la circolazione sistemica e l'apparato broncopolmonare accumulandosi in particolar modo al livello dei bulbi olfattivi e della ghiandola pituitaria, provocando una serie di squilibri elettrolitici, eccessiva salivazione, poliuria e aumentato rischio di incidenza di gliomi maligni. I comuni batteri simbionti del cavo orale del tipo Streptococcus mutans possono metilare il mercurio in presenza di un potenziale di riduzione negativo, situazione nella quale gli amalgami ad elevata carica negativa possono essere a rischio elettrogalvanico. Il mercurio metilato è più tossico e più facilmente assorbibile del mercurio inorganico.

Il metilmercurio può provocare rottura delle membrane cellulari, alterazione profonda del citoscheletro. Non c'è nessuna evidenza scientifica pubblicata su articoli o periodici negli ultimi anni che dimostri l'assoluta sicurezza dell'applicazione degli amalgami dentali come sostanze non tossiche, come d'altra parte non è stato ancora provato l'esatto contrario. Sintomi associati alla tossicità da piccoli accumuli di mercurio possono essere:

Negli Stati Uniti d'America esistono diverse associazioni di consumatori impegnate nella richiesta della totale abolizione di composti del mercurio dalle pratiche dentistiche. In Italia il problema è diventato solo recentemente di dominio pubblico, grazie a pubblicazioni, libri e trasmissioni televisive. In realtà in Italia l'uso dell'amalgama d'argento è regolato da apposito decreto [2], che non ne proibisce l'uso, ma ne sconsiglia l'utilizzo e la rimozione, a titolo precauzionale ed in attesa di eventuali future evidenze, nei pazienti con allergia verso l'amalgama, in gravidanza, durante l'allattamento, nei bambini sotto i sei anni d'età, e nei pazienti con gravi nefropatie.

Il dentista Hal Huggins negli anni '70 verificò l'instabilità degli amalgami e il rischio di rilascio di vapori di mercurio.

La tossicità dell'amalgama non è legata solamente all'instabilità del composto e al possibile rilascio di vapori di mercurio, ma anche alla presenza di altre sostanze tossiche, e alla proliferazione di batteri anaerobi e granulomi.

L'amalgama a base di mercurio spesso è arricchito con altre sostanze: formaldeide, antibiotici, citostatici, cortisone con l'intento di garantire la sterilità del sito ostacolando la crescita di microbi che in natura digeriscono i cadaveri per pulirne l'ambiente. Il tutto viene poi sigillato con cemento o con dei metalli tipo chiodi d'argento.

È il cosiddetto "trattamento alla radice" delle otturazioni dentarie. In assenza di ossigeno, si sviluppano colonie di batteri anaerobi, che alla lunga provocano una decomposizione di tipo fungino del cadavere del dente, e la formazione di granulomi che penetrano nei tessuti vicini e diffondono lentamente in tutto il corpo mentre le difese immunitarie via via si indeboliscono. Questo processo può rimanere inosservato a lungo, e mostrare i suoi effetti a decenni di distanza: degenerazioni come artrosi, arteriosclerosi, reumatismi, sclerosi a placche, cancro.

La coesistenza di metalli in lega diversa nell'amalgama o in differenti otturazioni è da evitare perché potrebbero avere luogo correnti galvaniche con danno per mucose, flora batterica, sistema immunitario ed ormonale.

La Food and Drug Administration ha recentemente cambiato posizione nei riguardi dell'amalgama, seguendo di fatto le linee di paesi come la Svezia [3]


Le otturazioni dentali grigie, i cosiddetti piombaggi, contengono il 50% di mercurio, un grammo del quale è sufficiente a contaminare 20.000 kg di alimenti (normativa vigente CEE). Recenti studi scientifici hanno dimostrato che dopo 20 anni l'80% del mercurio non è più presente nell'otturazione. Questo rilascio di mercurio (accelerato da masticazione e bevande calde) è stato confermato da biopsie delle gengive, da studi su saliva e su vapori nella bocca.

L'opinione dei governi nazionali

I risultati più eclatanti del movimento dei pazienti anti-amalgama si sono avuti in Svezia (dove lo stato ha finanziato per il 70% la rimozione delle amalgame dentali dell'intera popolazione, 1991), in Germania (i produttori della Degussa AG sono stati portati in tribunale e costretti a cessare la produzione di amalgame, 1993), in Canada (dove l'ente per la salute ha stabilito un tetto massimo di quattro amalgame per individuo adulto, 1995).

Norvegia, Finlandia, Svizzera, Austria hanno manifestato l'intenzione a breve termine di bandire le amalgame perchè "esse sono una fonte ulteriore di mercurio per i pazienti, per i lavoratori di studi dentistici e per l'ambiente. Inserire, portare o rimuovere le amalgame causa elevati livelli di mercurio nei tessuti del corpo e negli organi". L'ente governativo per la salute in Australia ha difeso le amalgame fino al 1997, ma ora, in seguito agli studi effettuati, ritiene che presentino pericoli per la salute.

In altre nazioni, però, l'amalgama, seppure non soggetta ad alcuno studio clinico o tossicologico, è incondizionatamente approvata come materiale per otturazioni dentali (vedi Italia), anche se diventa un rifiuto speciale tolta dalla bocca, in vista dell' "inevitabile rilascio di vapori di mercurio".

Rifiuto tossico o inerte?

Il Dr. Wayne King, un dentista della Georgia, affermò nel 1991: "Sono rimasto pietrificato nel vedere le cifre delle misurazioni sui livelli di mercurio nelle bocche dei miei pazienti. Per esempio, 200 microgrammi per metro cubo in un paziente depresso e sull'orlo del suicidio." (Vernici contenenti mercurio furono bandite perchè producevano vapori di mercurio dai 2 ai 3 microgrammi/m3. Le otturazioni ad amalgame producono da 6 a 150 microgrammi/m3).

Se hai qualcosa che ti è stato messo in bocca e che non puoi gettare nella spazzatura perchè ciò è vietato dalle leggi sull'ambiente, perchè continuare ad usarla, perchè correre questo tipo di rischio, perchè esporre le persone ad un qualsiasi livello di tossicità da mercurio, se non ci si è costretti ? Dr Bodey Haley, Professore di Biochimica Medica, Università del Kentucky, USA, 1996

I livelli di mercurio nelle gengive vicino all'amalgama sono di circa 200-300 ppm di mercurio per grammo di tessuto, ma possono raggiungere i 1200 ppm vicino ad una copertura d'oro su un'otturazione di mercurio . Il mercurio migra attraverso i tessuti proprio come succede nelle pile. Freden H, "Mercurio nei tessuti gengivali adiacenti alle otturazioni di amalgama", Odontal Revy, 1974, 25(2):207-210

La maggior fonte di mercurio per l'uomo

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riconobbe, già nel 1981, che i soli vapori liberati dalle otturazioni di amalgama sono la maggiore fonte di esposizione al mercurio per l'essere umano.

Uno studio epidemiologico (Tubingen, Germania 1993) su 20000 pazienti tedeschi dimostrò che il solo mercurio nella saliva (cioè escludendo i vapori inalati direttamente dall'amalgama) costituisce per il 40% degli individui un carico superiore a quello ammesso dalla OMS. Lo stesso studio evidenziò una limpida correlazione statistica tra il numero di amalgame e una serie di patologie e sintomi.

Tossicità ad orologeria

Il pericolo delle amalgame dentali consiste essenzialmente in una esposizione cronica (24 ore al giorno, 365 giorni all'anno) a bassi livelli di mercurio (escludendo le eccezionali quantità di mercurio rilasciate durante le operazioni di rimozione delle amalgame). Il carico di mercurio conseguente interessa secondo recenti studi epidemiologici il cervello, la tiroide, il midollo osseo, i reni, il fegato, il cuore ed altri tessuti.

Che cosa rispondere alla domanda: "Quale effetto sta avendo il mercurio su di me ?" oppure alla domanda "Perchè alcune persone con otturazioni di mercurio hanno ancora una buona salute ?" Si può pensare al mercurio rilasciato dalle amalgame come una fontana che perde lentamente riempiendo dei vasi comunicanti di dimensioni diverse. Non appena uno o più di questi vasi si sono riempiti, allora i sintomi appaiono. Ognuno di questi vasi (sistema nervoso, cardiovascolare, immunitario, etc.) si avvale della capacità che l'organismo ha di espellere il mercurio (che in effetti si ritrova nelle urine, nel sudore, nei capelli, nelle unghie, etc.). Perciò in un gruppo di persone esposte alla stessa dose tossica ci saranno sempre coloro che ancora non hanno sviluppato alcun sintomo patologico mentre altri sono già inequivocalmente malati a causa dell'esposizione.

A parte il discorso di questi vasi comunicanti che si riempiono e del susseguente effetto tossico, c'è anche da tener presente che l'esposizione cronica al mercurio sfocia in un numero crescente di persone in ipersensibilità ad esso (con dermatiti, stanchezza cronica, sclerosi multipla, etc.), ma questo punto non sembra essere d'interesse per le associazioni di dentisti o dei governi (solo il 2-3 % della popolazione).

Mercurio dentale: due motivi per evitarlo

a) Una persona con sei amalgame piccole (da due grammi, di cui il 50% di mercurio) avrà assorbito tre grammi di mercurio nei primi 5-10 anni (ed i restanti tre grammi negli anni successivi). L'unico discorso che a questo punto un dentista pro-amalgama può impostare è che la velocità con cui viene rilasciato il mercurio è così bassa da non comportare alcun problema.

b) L' OMS ha raccomandato nel 1980 che l'esposizione di donne in età fertile ai vapori di mercurio debba essere la più bassa possibile perchè l'elemento mercurio attraversa facilmente la barriera della placenta. In effetti il mercurio dentale materno porta un carico di mercurio sul feto che, contrariamente alla madre, non ha la possibilità di smaltire e che usa ogni molecola come un mattone per crescere da pochi grammi a qualche chilo. E' stato dimostrato che il mercurio così accumulato danneggia lo sviluppo del feto. Già alcuni governi nazionali, quello tedesco, canadese, svedese, francese, austriaco, danese, finlandese, inglese e norvegese hanno lanciato l'allarme contro lavori sulle amalgame dentali durante la gravidanza.

Ora, con la conoscenza della tossicità del mercurio al di sopra di ogni dubbio, con la moderna strumentazione che misura e documenta i livelli intraorali di vapore di mercurio al di sopra dei limiti industriali di sicurezza nelle bocche otturate con amalgama e con le relazioni cliniche ed epidemiologiche sulla tossicità dell'amalgama, noi dentisti determinati a rispettare il giuramento di Ippocrate non abbiamo altra scelta che esigere sufficienti prove documentate di sicurezza quali condizione per il proseguimento dell'uso dell'amalgama sugli esseri umani. Dr Penzer, ADA News, luglio 1984

Le guarigioni

L'unica cosa che i numeri non possono dire al mondo è come il mercurio ha colpito le vite delle persone. Alcuni numeri sono importanti. Essi sono il modo con cui comunica il mondo accademico. Cosa era il 235 di Don? I suoi 235.000 globuli bianchi. Era leucemia. Il valore normale è 5.000- 10.000. Poco meno di 48 ore dopo la rimozione dell'amalgama il numero di globuli bianchi era sceso a 176.000. Inoltre i suoi linfociti erano passati dall'1% al 21%. Il solenne dottore [Don] davanti a me si sciolse in lacrime. Pianse per mezz'ora. Piansi con lui. Hal Huggins, E' tutto nella vostra testa, 1989

Dopo solo otto giorni dal completamento della rimozione delle amalgame l'emoglobina da 6 arrivò a 10.6 e dopo un mese a 11.6 (valori normali 12- 17) e la V.E.S. scese altrettanto rapidamente da 102 a 32 (valori normali fino a 12). Questo era il peso delle 12 amalgame. L'eritema nodoso, la rettocolite ulcerosa e il mal di testa di mia figlia erano spariti. Mia figlia ora ha 16 anni e sta bene. Signora Teresa di Salerno, 1998

Una quindicina di amalgame messe in poco tempo a venti anni; a 24 anni la diagnosi di sclerosi multipla a placche dell'Università di Siena; otturazioni di mercurio rimosse in un anno e mezzo e Adalgisa non ha più nessun problema di salute, si muove e parla (mi dice sta preparando una manifestazione di Carnevale), la sua mano trema meno della mia. Lorenzo Acerra, Denti Tossici, Macro Edizioni 1999

Dal 1991 abbiamo trattato 1200 casi con sintomi o malattie diverse: il dato straordinario è che nel 90% dei pazienti cui abbiamo rimosso le amalgame si verifica, immediatamente o nell'arco di due anni, un miglioramento graduale, spesso la guarigione completa. Dr Anders Lindvall, direttore della Clinica della Amalgama di Uppsala, 1996

Tratto da "Denti tossici" di Lorenzo Acerra, Macro Edizioni, per gentile concessione dell'autore.

Dal sito ufficiale dell'Associazione Nazionale Dentisti Italiani

Circolare n.38.975.P
Roma, 19 settembre 1997
Prot.2256.97.sc

A TUTTI I PRESIDENTI DEI CONSIGLI
REG.LI E DELLE SEZIONI PROV.LI ANDI

A TUTTI I COMPONENTI IL
CONSIGLIO DI PRESIDENZA ANDI

LORO SEDI

Oggetto: Amalgama

Cari Colleghi,
Il lavoro che trovate nelle pagine accluse vuole essere un semplice ma esauriente supporto-guida per poter rispondere, con un valido supporto scientifico, alle numerose domande che tutti i Soci stanno ricevendo dai pazienti dopo la recente trasmissione su RaiTre di un servizio sulla presunta tossicità dell'amalgama che ha poi provocato un susseguirsi di interventi attraverso tutti i mass media sia livello locale che nazionale.

Il collega Giorgio Tessore di Torino, docente di conservativa e vice presidente dell'ANDI Torino, è stato prontissimo nel fare una summa delle conoscenze sull'argomento, mettendocele a disposizione perchè fossero eventualmente diffuse. Io credo che questo testo possa essere estremamente utile se inviato a tutti i soci perchè lo utilizzino per rassicurare i propri pazienti.

Da parte mia lo ringrazio per la sua disponibilità e collaborazione per il supporto che ha voluto offrire all'Associazione.

Non sto ora a dirvi quello che penso di quella trasmissione in cui anche la mia intervista è stata ampiamente rimaneggiata per essere di avallo alla tesi da dimostrare; stiamo comunque esercitando pressioni perchè il ministero della Sanità intervenga (e noi ci siamo messi a sua disposizione come tecnici del settore) per ottenere una informazione corretta che smentisca quanto scorrettamente affermato in quella trasmissione.
E ci muoveremo anche perchè il comportamento dei colleghi sia... deontologicamente corretto.
D'altra parte ritengo che un nostro intervento diretto, da arrabbiati, sui mass media, ove pur fosse possibile ottenerlo, ci vedrebbe dipinti ancora una volta come sfruttatori della società impegnati a difendere i nostri 'sporchi' interessi. Invece quello che devono comprendere tutti è che noi siamo impegnati esclusivamente a difendere l'interesse dei pazienti perchè siamo convinti che l'amalgama è tuttora, per i quadranti posteriori, un materiale sicuro sotto tutti punti di vista.

Anche perchè, se dovessimo rifare tutte le otturazioni in amalgama, si aprirebbe, per una professione in crisi, un mercato di circa 24 mila miliardi -e scusatemi se è poco- mentre il Ministero della Sanità dovrebbe preventivare un esborso di qualche migliaio di miliardi per il solo settore pubblico.
È bene allora cercare di trasferire anche all'opinione pubblica questa evidenza delle cose, cioè che noi difendiamo un interesse collettivo e non un interesse nostro.


Cordiali saluti.

IL PRESIDENTE
(DR. LUIGI DALEFFE)

L'AMALGAMA D'ARGENTO È NOCIVA PER LA SALUTE DEI PAZIENTI?

di Giorgio Tessore - ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani)

L'amalgama d'argento è il materiale più largamente usato dai dentisti di tutto il mondo per il restauro dei denti posteriori. Si calcola che ogni anno nel mondo vengano eseguiti 500 milioni di restauri con questo materiale e 200 milioni nei soli Stati Uniti.
L'amalgama di argento è una lega metallica costituita da argento, stagno, rame, palladio, indio e da una parte liquida, il mercurio.
Quando questi materiali vengono miscelati tra loro, si forma un materiale plastico facilmente condensabile e modellabile che indurisce completamente in circa due ore.

In odontoiatria l'amalgama è usata con ottimo successo da più di un secolo come materiale da restauro per i denti cariati e negli ultimi vent'anni la sua qualità è molto migliorata diminuendo la quantità di mercurio ed aggiungendo nuovi componenti che ne diminuiscono la corrosione all'interno del cavo orale.
I pregi indiscussi di questo materiale sono: ottimo sigillo marginale, facilità di utilizzo, lunga durata, lunga esperienza clinica e basso costo del restauro finale.
I difetti sono: un colore che non si mimetizza con il dente, da cui il termine popolare di 'piombatura'; la necessità di eseguire preparazioni di cavità ritentive ed in un certo senso demolitive, in quanto l'amalgama non possiede la capacità di legarsi alla struttura dentale, ed infine una potenziale tossicità dovuta al mercurio.

La questione della pericolosità di questo materiale per la salute è vecchia quasi quanto il materiale stesso ed ha portato i ricercatori a sviluppare su questo argomento una vastissima letteratura scientifica. I rischi per i pazienti ed operatori sanitari sono legati in massima parte alla possibile inalazione ed ingestione di mercurio durante l'esecuzione dei restauri o la loro rimozione.
Durante queste manovre, il paziente può efficacemente essere protetto da una speciale barriera di gomma - chiamata 'diga' - che isola i denti dal resto del cavo orale. Il mercurio, una volta legato agli altri metalli, è dimostrato essere stabile e liberato nel cavo orale in quantità assolutamente trascurabili per la salute.
Un lavoro scientifico pubblicato in Germania nel 1995, che tratta di una nuova tecnica messa a punto per misurare la quantità di vapori di mercurio presenti nel cavo orale e nella saliva, ha accertato che la quantità di mercurio dovuta alle otturazioni non è pericolosa. Alle stesse conclusioni sono giunti i ricercatori dell'Università di Goteborg in una ricerca pubblicata nel 1997.

La popolazione europea assume giornalmente con gli alimenti circa 5-10 microgrammi di mercurio mentre fino a 5 possono essere quelli liberati dalle otturazioni. La somma dei due valori è di gran lunga inferiore al valore accertato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come quotidianamente tollerabile pari a 30-40 microgrammi/giorno.

Studi scientifici molto accreditati di Ivanovic, 1989, e Wirz hanno dimostrato che i pazienti portatori di numerosi restauri in amalgama non presentano un tasso di mercurio più elevato né nel sangue né nelle urine rispetto a pazienti che non hanno restauri in amalgama.
È importante considerare che gli abitanti di isole o zone costiere (Giappone, Svezia, ecc.) con o senza otturazioni in amalgama presentano a causa dl frequente consumo di pesce, livelli di mercurio nel sangue e nelle urine decisamente più elevati degli abitanti delle zone continentali.

Il mercurio, se introdotto nell'organismo, può svolgere un'azione tossica a livello dei sistemi nervoso e renale; Baasch nel 1966 formulò l'ipotesi che l'amalgama potesse essere la causa della sclerosi multipla, ipotesi che, nonostante non sia stata avvalorata fino ad oggi da alcuna delle numerose ricerche scientifiche in proposito ed abbia ingannato migliaia di pazienti, viene ancor oggi portata come una evidenza della tossicità di questo materiale.
L'Associazione per la sclerosi multipla ha preso posizione invitando i propri soci a non farsi sostituire i restauri sperando in un miglioramento.

L'avvelenamento cronico da mercurio in persone che sono esposte per ragioni di lavoro a polveri e vapori di mercurio può dare origine ad una patologia multisintomatica con manifestazioni quali depressione, ansia, irritabilità, cefalea, stanchezza, perdita della memoria, difficoltà di concentrazione, tremori.

I mass media, soprattutto nei paesi scandinavi, in Germania, negli Stati Uniti, e più di recente anche in Italia, hanno riportato notizie prive di serio fondamento scientifico riguardo al rischio amalgama, che spesso fanno riferimento ad articoli di vecchia data successivamente smentiti da ricerche più attente e sofisticate. La diffusione di falsi allarmismi presso la popolazione è favorita dalla medicina 'alternativa', dagli ecologisti, dalla cattiva informazione e probabilmente anche dall'industria, molto interessata a spingere materiali sostitutivi molto più costosi e remunerativi dell'amalgama.
Molto spesso la popolazione, i pazienti ed addirittura i responsabili della salute pubblica vengono 'disinformati' da questa campagna che, facendo notizia e scandalo, fa gola alla stampa ed alla televisione, dove a volte scrivono e compaiono personaggi che si presentano come 'esperti', ma che in realtà non sono di alcuna caratura scientifica.

In Germania il dott. Daunderer è apparso numerose volte in televisione e le sue argomentazioni sull'avvelenamento dell'organismo da parte delle otturazioni in amalgama sono state spesso riportate da giornali e riviste creando sgomento e incertezza nella popolazione. Le sue conclusioni, dopo essere state attentamente vagliate da un gruppo di esperti e dai tossicologi dell'Università di Erlangen, sono state giudicate infondate in quanto realizzate con una metodica errata ed in una certa misura addirittura in malafede. (Schiele e Kroncke, 1989).

Una recentissima, interessante ricerca svedese del prof. Bratel e collaboratori dell'Università di Goteborg si è svolta su un gruppo di 50 pazienti che lamentavano disturbi comuni, quali ansietà, astenia e depressione, che essi correlavano con dei restauri in amalgama presenti nelle loro bocche.
Questo gruppo di persone fu paragonato ad un gruppo campione simile al primo per età, sesso e luogo di residenza. Ad entrambi i gruppi furono eseguiti esami di sangue, urine ed una visita psichiatrica. Le conclusioni pubblicate sull'European Journal of Oral Science, in accordo con una precedente ricerca di Hampf, sono state che i livelli di mercurio in entrambi i gruppi erano uguali e che il 70% dei pazienti che avevano sintomi avevano una patologia psichiatrica.

Riteniamo di grande importanza far conoscere alla popolazione quale sia la vera posizione del mondo scientifico internazionale e dei principali enti mondiali proposti alla sanità pubblica di fronte al rischio amalgama.

Negli Stati Uniti, l'Assistant Secretary for Health ha costituito nel 1991 un comitato di ricerca che ha vagliato ed analizzato circa 500 lavori e pubblicazioni scientifiche riguardanti l'amalgama.
I risultati di questa ricerca, pubblicati nel 1995, non evidenziano in alcun modo che le otturazioni in amalgama siano nocive.
L'U.S. Public Health Service, tenuto conto del parere del Ministero della Sanità e del Centro Controllo e Prevenzione della Food and Drug Administration, ha pubblicato su una rivista a larghissima tiratura un articolo chiarificatore in merito a fine di rassicurare sul rischio inesistente la popolazione, allarmata dalle frequenti voci riportate dai media riguardo ai pericoli del mercurio.

In Svizzera i direttori delle quattro Cliniche Universitarie di Berna, Basilea, Ginevra e Zurigo hanno risposto alle accuse contro i danni dell'amalgama pubblicati su alcune riviste e giornali non scientifici con un lavoro riassuntivo sul problema sostenendo che l'amalgama può essere impiegata, tranne poche eccezioni in pazienti allergici, come ottimo materiale per otturazione nel settore posteriore.
Il prof. Wirz direttore del reparto di merceologia dentale dell'Università di Basilea, che è considerato il maggior esperto in Europa sul problema ha pubblicato nel 1995 un articolo in difesa dell'amalgama che ha avuto larga diffusione.

La Federation Dentaire Internationale durante i congressi di Vancouver e di Budapest del 1994, dedicati all'argomento, ha assolto l'amalgama ritenendola un materiale valido ed economico e non ancora sostituito da altri.

L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) nel 1995 con la collaborazione dei suoi organi, Oral Health Programme e Office of Global and Integrated Environmental Health, insieme alla FDI ha pubblicato un documento che conclude che i restauri in amalgama sono sicuri ed economici e che lo svantaggio è di non avere il colore dei denti.
Nel documento si legge anche che, per ragioni ecologiche, in alcuni Stati vi sono o vi saranno delle limitazioni all'uso dell'amalgama e che molto spesso queste restrizioni sono state male interpretate dal mass media che hanno suscitato ingiustificati timori nella popolazione ed una grande richiesta di sostituzione di restauri.

In Germania da quando sono iniziati gli attacchi all'amalgama da parte degli ambientalisti è stato fondato un centro di ricerca gestito dagli Istituti universitari di Munster e di Erlangen che ha tratto, dopo aver vagliato moltissimi lavori scientifici e seguito centinaia di pazienti, comprese 200 gestanti, le seguenti conclusioni: non sono stati riscontrati pericoli per la popolazione né per i nascituri dall'uso dell'amalgama come materiale di restauro mentre sono state invece riscontrate elevate concentrazioni di Hg ematico come conseguenza di una alimentazione ricca di pesce.

In Svezia, lo Swedish Medical Research Council, dopo un accurato lavoro di ricerca, ha concluso che tutti i materiali da restauro attualmente utilizzati sono sicuri ed efficaci inclusi l'amalgama e le resine composite.
Il governo svedese ha invece recentemente messo a punto tramite il ministero dell'ambiente una serie di norme al fine di limitare l'uso dell'amalgama come materiale da otturazione. L'argomentazione principale è ecologica in quanto si calcola che nella bocca degli svedesi siano presenti da 40 a 60 tonnellate di amalgama che andranno a finire in gran parte nei forni crematori, con successiva liberazione di mercurio nell'ambiente.
In Svezia si calcola che ogni anno circa 300 kg di Hg vada nell'aria e da 200 a 400 Kg nelle condutture come provenienza dagli studi odontoiatrici.

Materiali sostitutivi dell'amalgama con le medesime caratteristiche di sigillo marginale, facilità d'uso e basso costo non esistono ancora.
Materiali alternativi come l'oro o la ceramica sono estremamente validi ma necessitano dell'opera del laboratorio odontotecnico e di procedure più complesse che portano ad avere restauri con un costo finale di 5/6 volte più elevato.
Le resine composite, su cui la ricerca sta lavorando moltissimo e molto stanno investendo le case produttrici, hanno il pregio di potersi legare tenacemente allo smalto dentale e di essere del colore dei denti rendendo i restauri invisibili e quindi molto graditi ai paziente, non sappiamo con certezza come si comporteranno nel tempo, non sono ancora in grado di sostituire l'amalgama in ogni occasione clinica e comunque rendono i restauri nettamente più costosi a causa del maggior tempo e cura che richiedono per ottenere risultati soddisfacenti.

Non vi è dubbio che la comunità odontoiatrica internazionale stia riducendo drasticamente l'utilizzo dell'amalgama per eseguire le otturazioni dei denti cariati ma ciò è dovuto alle richieste estetiche sempre maggiori da parte dei pazienti più che a serie ragioni di tipo tossicologico. È significativo notare come la maggior parte dei colleghi di tutto il mondo continuino a far eseguire nelle proprie bocche ed in quelle dei figli restauri in amalgama quando necessario.
Esistono come ha rilevato la letteratura un certo numero di pazienti patofobi o comunque particolarmente influenzabili che preferiscono, anche dopo essere stati correttamente informati, ricorrere a restauri alternativi e potenzialmente meno tossici, devono essere accontentati ma sconsigliati a sostituire restauri in amalgama ancora perfetti con restauri in altri materiali a meno che ciò possa essere considerato come un placebo.
Giova ricordare ai lettori che la migliore otturazione è quella che non è mai stata eseguita e che la più efficace terapia è la prevenzione.


Alcuni dei titoli bibliografici più significativi:

  • J. Wirz "Die unbegründete Angst vor Amalgam" - Swiss Dent 13(4), 9-18, 1992 (Disponibile la traduzione italiana)
  • FDI World Dental Federation, World Health Organisation "Consensus Statement on Dental Amalgam" - FDI WORLD July/August 1995
  • S. Cinelli, C. Del Colle, G.P. Ferronato: "Citotossicità dell'amalgama" - Dental Cadmos 12, 68-72, 1995
  • ADA: "Special report" - J Am Dent Assoc 122(1), suppl., 1990
     

da Occhio Clinico

PEDIATRIA

Amalgama sì ma con precauzione

La scelta del materiale da otturazione o ricostruzione dentale rappresenta un aspetto delicato nel rapporto tra dentista e paziente.

Alle argomentazioni di tipo estetico, sempre esistite, se ne sono aggiunte di recente altre derivanti dai dubbi sulla possibile tossicità delle sostanze impiegate. Ne sono un esempio le contrastate vicissitudini dell'amalgama d'argento, il composto da otturazione più diffuso nel mondo, che negli ultimi dieci anni ha oscillato tra le condanne allarmistiche dei media, le rassicurazioni della letteratura scientifica e le posizioni ambivalenti delle istituzioni (vedi il box1).

Il decreto è dirimente

Il 10 ottobre scorso il Ministero della salute è intervenuto a comporre la questione a livello nazionale con un decreto di legge che sancisce il divieto di utilizzazione, importazione e immissione in commercio, sul territorio italiano degli amalgami dentali non preparati sotto forma di capsule predosate e le precauzioni e avvertenze da riferire nelle istruzioni d'uso (il testo è stato pubblicato sulla GU numero 261 del 9 novembre 2001). Questo in considerazione della pericolosità per gli operatori e per i pazienti dei vapori di mercurio che si liberano nella preparazione degli amalgami, del rischio di sovradosaggio in composti che vengano allestiti da leghe e mercurio in forma libera, dell'aumento complessivo di incidenza dell'allergia da mercurio, dell'esistenza di altre fonti di esposizione al metallo per la popolazione generale (alimentazione, farmaci, ecodispersione) e della maggiore vulnerabilità di alcune categorie di soggetti (bambini, donne in gravidanza).

Il decreto stabilisce quindi le misure cautelative da adottare durante la lavorazione, la messa in posa, la fresatura e la lucidatura dell'amalgama (ventilazione dei locali, aspirazione e isolamento del campo operatorio, uso di condensatori manuali) e suggerisce alcune precauzioni d'uso:

* non posizionare l'amalgama in vicinanza di altri restauri metallici per il rischio di corrosione

* evitare per prudenza la posa e la rimozione di otturazioni in amalgama in pazienti con nefropatie gravi o allergia al materiale, in bambini di età inferiore a 6 anni, in donne gravide e in corso di allattamento

* rimuovere i restauri in amalgama in caso di sopravvenute reazioni locali, in particolare lesioni lichenoidi.

Cautele d'oltre confine

Queste nuove disposizioni sciolgono le ambiguità insite nelle indicazioni del Consiglio superiore di sanità del 1999, che avevano lasciato in sospeso almeno due questioni: quella della compresenza delle otturazioni in amalgama con altri restauri metallici e quella della pericolosità dei vapori di mercurio rilasciati durante l'indurimento del materiale, che causano nel personale sanitario un'esposizione di basso livello ma continuativa. Già all'epoca i detrattori dell'amalgama citavano a supporto delle loro preoccupazioni alcune esperienze straniere, anche se nello stesso periodo l'Associazione britannica dei dentisti precisava che in realtà i paesi che avevano vietato l'uso del composto lo avevano fatto soprattutto per ridurre la liberazione di mercurio nell'ambiente (per esempio durante le pratiche di cremazione dei cadaveri).

Il provvedimento italiano dello scorso ottobre si allinea con le posizioni espresse negli ultimi anni da altri Paesi europei, come la Francia, la Svizzera, la Germania, l'Olanda e la Svezia. In Francia, per esempio, avvertenze e disposizioni legislative in merito ai rischi sanitari della tossicità del mercurio si sono susseguite a partire dal 1995: le più recenti indicazioni sull'amalgama dell'Agence des produits de santé (che risalgono al 14 dicembre 2000) sono sovrapponibili a quelle del Ministero italiano, ma nel 1998 il governo francese ha anche proibito la vendita di termometri a mercurio a uso sanitario.

Dati scientifici a discolpa

I sospetti sollevati sulla sicurezza dell'amalgama non hanno per ora trovato riscontro nei numerosissimi lavori scientifici dedicati alla questione. Infatti se è vero che le otturazioni eseguite con questo materiale possono (soprattutto in particolari circostanze, come per esempio la rimozione) rilasciare nell'organismo il mercurio, la cui tossicità neurologica e renale è indubbia, è però probabile che nei portatori di otturazioni i livelli di questo metallo non raggiungano mai la soglia di pericolosità. Uno studio tossicologico su una popolazione di bambini ha per esempio dimostrato che all'applicazione di otturazioni in amalgama segue un aumento dell'escrezione urinaria di mercurio, non proporzionale, però, alla quantità di lega usata. Una recente metanalisi effettuata sia sugli studi che avallano l'uso dell'amalgama sia su quelli che lo condannano ha mostrato in questi ultimi alcune pecche logiche e di metodo ed è giunta a conclusioni assolutorie.

Va comunque ricordato che, non confermati i rischi di tossicità sistemica, restano le sia pur rare reazioni da ipersensibilità.

Assortiti per ogni esigenza

L'amalgama resta, per le sue caratteristiche fisiche, il materiale da otturazione più versatile oltre che il più economico, anche se ne esistono diversi altri alternativi, alcuni dei quali dotati di proprietà particolari.

Combinandoli fra loro (nei cosiddetti restauri misti) a seconda delle loro peculiarità si possono ottenere composti ancor più adatti in relazione alla sede d'impiego e alla forma della cavità da riempire; ma bisogna tener presente che i vantaggi derivanti non sono mai la somma delle singole prerogative per l'interazione dei materiali fra loro e per l'allungamento dei tempi di intervento.

In linea generale, è consigliabile l'utilizzo dei materiali maggiormente biocompatibili in vicinanza della polpa dentale, o per meglio dire, è preferibile evitare l'introduzione di quelli a bassa biocompatibilità anche quando hanno caratteristiche fisiche migliori.

Un occhio al dente e uno al portafoglio

La scelta del materiale da ricostruzione deve essere fatta con attenzione alle esigenze del singolo caso, considerando molti fattori e ricordando che la pedodonzia differisce dall'odontoiatria generale per una serie di parametri:

- la diversa permanenza in bocca e la differente conformazione dei denti decidui

- la suscettibilità soggettiva alla carie

- la collaborazione del paziente

- il livello socio-culturale dei genitori.

In conclusione, l'utilizzo dell'amalgama d'argento è ormai inequivocabilmente sconsigliato al di sotto dei sei anni d'età. Quindi, laddove le disponibilità economiche lo consentano, è preferibile adottare i materiali più recenti, che a una durata leggermente inferiore e a un costo più alto contrappongono alcuni miglioramenti qualitativi, quanto a rendimento estetico, adesività, rilascio di fluoro e biocompatibilità.

Gabriele Florìa, ortodontista (Firenze)

Allarmi mediatici e ambigue cautele
Nel 1999, in risposta alle inquietudini suscitate da un servizio televisivo sulla tossicità dell'amalgama, il Consiglio superiore di sanità emetteva un parere ufficiale nel quale da un lato sottolineava come non vi fosse indicazione alla rimozione di un amalgama dentario se non in caso di allergia accertata, ma dall'altro forniva alcune raccomandazioni e limitazioni d'uso. E pur non ritenendo opportuna una rettifica del programma televisivo, al contempo caldeggiava una campagna informativa sul materiale incriminato. La prudenza italiana si ispirava al recente rapporto dal gruppo di lavoro appositamente incaricato dalla Commissione europea, ma contraddiceva l'assoluzione a pieni voti proclamata, appena due anni prima, dall'Organizzazione mondiale della sanità, dalla Federazione dentale internazionale, dalla Food and Drug Administration e dal servizio di sanità pubblica degli Stati uniti. Nonché le ricerche scientifiche fino ad allora pubblicate sulle quali le tanto autorevoli opinioni internazionali si fondavano.
Bibliografia

1. American Academy of Pediatric Dentistry. Guidelines for Pediatric Restorative Dentistry. Pediatric Dentistry 1996; 18: 48.

2. American Dental Association (1996), Quarterly Survey of Dental Practice: 4th Quarter 1990 to 3rd Quarter 1995 - Trends in Posterior Amalgam Restoration Dental Services Rendered

3. Commission of the European Union, Dental Amalgam - Report From An Ad Hoc Working Group, 1997.

4. Dental Amalgam and Alternative Restorative Materials. An Update Report to the Environmental Health Policy Committee http://web.health.gov/environment/amalgam2/Contents.html

5. Dodes JE. The amalgam controversy. An evidence-based analysis. J Am Dent Assoc 2001; 132: 348.

6. German Ministry of Health. Consensus Statement on Restorative Materials In Dentistry, 1997.

7. Gestion du risque mercuriel: les amalgames dentaires aussi. La Revue Prescrire 2002; 22: 227.

8. Khordi-Mood M et al. Urinary mercury excretion following amalgam filling in children. J Toxicol Clin Toxicol 2001; 39: 701.

9. Otturazioni e carie. Effective Health Care 1999; 3: 1.

10. Parere del Consiglio Superiore della Sanità sull'amalgama dentario. Toscana Medica 1999; settembre: 38.

11. Swedish National Board of Health and Welfare. Possible Health Effects and Dental Amalgam, 1994.

12. WHO/FDI consensus statement on dental amalgam: http://www.fdi.org.uk/assets/pdf/statements/amalgam.pdf

13. World Health Organization. Draft Consensus Statement on Dental Amalgam, 1997.

 

IL MINISTERO DELLA SALUTE,

Visto il decreto legislativo 24 febbraio 1997, n.46, concernente i dispositivi medici e successive modificazioni e, in particolare, l'art. 13-ter come introdotto dall'art.22 del decreto legislativo 8 settembre 2000, n.332, che prevede che il Ministero della sanità, per garantire la tutela della salute e della sicurezza e per assicurare il rispetto delle esigenze di sanità pubblica, può adottare tutte le misure transitorie e giustificate tendenti a vietare, limitare e sottoporre a misure particolari la disponibilità di un prodotto o di un gruppo di prodotti;

Visto il rapporto del 1998 sugli amalgami dentali del gruppo di lavoro ad hoc incaricato dalla Direzione generale III della Commissione europea;

Visto il parere del Consiglio superiore di sanità del 14 aprile 1999;

Considerato che l'emissione di vapori di mercurio in corso di preparazione degli amalgami dentali preparati in forma libera è suscettibile di compromettere la salute degli utilizzatori e dei pazienti;

Considerato il rischio di sovradosaggio in mercurio degli amalgami preparati da leghe metalliche e da mercurio in forma libera;

Considerato che l'esistenza sul mercato di amalgami preparati sotto forma di capsule predosate permette di ridurre le emissioni di vapore di mercurio in corso di preparazione dell'amalgama dentale e di standardizzare la quantità di mercurio;

Considerato che la sostituzione degli amalgami dentali con altri materiali non è giustificata perché questi non mostrano un livello di sicurezza e durata superiore a quello degli amalgami;

Considerato comunque che esiste sia il problema di sottogruppi di popolazione particolarmente suscettibili (bambini, donne in gravidanza, ecc.) da tutelare maggiormente, sia quello di particolari situazioni che possono esporre a picchi di Hg anche importanti;

Considerato che un aspetto che deve indurre cautela è quello dell'esistenza per la popolazione generale di fonti multiple di esposizione al mercurio: alimentazione, ecodispersione, uso di farmaci;

Considerato che gli utilizzatori e, se del caso, i pazienti, devono essere informati delle precauzioni di impiego da osservare;

Ritenuto di vietare in via cautelare l'utilizzazione, l'importazione e l'immissione in commercio di amalgama non preparata in forma predosata;

Ritenuto di definire raccomandazioni e limitazioni in particolari situazioni;


b) lavorare in locali ventilati con rivestimenti non tessili decontaminabili;
c) realizzare sempre sotto raffreddamento e isolamento del campo operatorio, la fresatura e la lucidatura dell'amalgama.
d) condensare l'amalgama con i mezzi classici (condensatore manuale) e non utilizzare i condensatori ad ultrasuoni;
e) non posizionare l'amalgama dentale in vicinanza di altri restauri metallici, al fine di evitare rischi di corrosione;
f) evitare per prudenza la posa e la rimozione dell'amalgama in pazienti con allergia per l'amalgama, gravidanza,
allattamento, bambini sotto i sei anni d'età, pazienti con gravi nefropatie;
g) in caso di sopravvenute reazioni locali, in particolare di lesioni lichenoidi in vicinanza di un amalgama, o nei casi, sicuramente accertati, di allergia a tale materiale, è indicata la rimozione dell'otturazione.

Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 10 ottobre 2001

Il Ministro: Sirchia

AMALGAMA DENTALE

È una polvere costituita da: 52% di Mercurio e 48% da una lega a base di Argento(16%), Stagno(26%), Rame(5%) e Zinco(1%) utilizzata dai dentisti per le otturazioni ..: rilascia ogni giorno da 0.5 a 0.10mg di Mercurio per fenomeni di abrasione, corrosione, disgregazione elettrolitica generati dai diversi metalli in ambiente salino come nella cavità orale, la bocca; anche i sali dei cibi, le acque gassate, gli acidi alimentari, ecc. accentuano la naturale disgregazione delle amalgame. I metalli rilasciati per il 50% si depositano nei tessuti cellulari inibendo processi enzimatici e metabolici del nostro corpo; l'altro 50% viene eliminato attraverso le urine e le feci e va ad inquinare l'ambiente in cui viviamo .. L'alternativa è costituita per ora dalle resine composite, dalla ceramica e dall'oro .. Buona norma comunque è ricoprire, se possibile, ogni tipo di metallo presente nella bocca, con idrossido di calcio, per avere un minore danno. .. Il Mercurio .. altera le normali funzioni soprattutto del SNC (Sistema Nervoso Centrale) provocando depressioni più o meno forti, eccitazioni con violenza, timidezza o aggressività, disturbi della concentrazione; nei Nervi Periferici, creando paralisi e distruzione della mielina (distrofie e sclerosi a placche, epilessie) nelle mucose provocando riniti allergiche, asma, congiuntiviti; nel fegato; nel pancreas; nei reni, nelle parotidi; nelle ghiandole sudorifere, ecc. .. I metalli pesanti sono soprattutto veleni enzimatici, in quanto essi spiazzano i coenzimi metallici e questo e questo si evidenzia quando si scopre una carenza di Ferro, Rame, Zinco e determinano di conseguenza gravi disturbi nella funzione enzimatica e nella sintesi emoglobinica. In Svezia (maggior produttore Europeo) è stato bandito l'uso delle amalgame; in Austria essa è proibita dal 1985; in Germania (maggior consumatore) è proibita dal 1996 sulle donne incinte e nei bambini.

SINTOMI CLINICI CAUSATI DALL'INQUINAMENTO DA AMALGAMI

  1. Sintomi generali: tremolio, tremor mercurialis, sonnolenza, inappetenza, rapida e continua e facile stanchezza, abbattimento psichico generale, facoltà di reazione in diminuzione, invecchiamento precoce, anormale funzionalità delle ghiandole endocrine, il tutto è sicuramente da attribuirsi al Mercurio ed alle mal funzioni dell’organismo intero ormai debilitato dall’intossicazione grave da metallo pesante.
  2. Sistema nervoso: malattie nervose e degenerative ai nervi, neuroni del sistema nervoso centrale (demielinizzazione sopra tutto nei bambini), difficoltà di concentrazione, perdita della memoria, apprendimento ostacolato, epilessie, difficoltà al coordinamento dei movimenti, erethismus merculiaris ovvero alto grado di nervosismo (situazione di irritabilità e agitazione che può diventare malattia cronica).
  3. Sintomi psichici: depressioni fino a pensieri suicidi, paura della morte, irritabilità e violenza, agitazione facile e continua.
  4. Resistenza alla terapia di: malattie influenzali, angina tonsillare, sinusite, rinite, malattie all’apparato respiratorio.
  5. Testa: dolori di testa, emicranie, nevralgie facciali, bruciore della lingua, bocca arida, afte, sapore metallico in bocca, dolori alla nuca e al collo.
  6. Occhi: disturbi visivi da genesi poco chiara, dovute alle mal nutrizioni dei muscoletti dell’occhio o dalle contaminazioni neuro muscolari da mercurio degli stessi; iritis, edemi perioculari, occhi senza lucentezza.
  7. Orecchie: ronzio, rumori strani ed alle volte "rivelazione" di frequenze radiotelevisive, variazione della frequenza fondamentale emessa dal cervello/orecchio con la conseguente perdita od attenuazione della capacità di percezione della spazialità dei suoni.
  8. Polmoni: asma bronchiale, raffreddori strani, irritazioni alle vie respiratorie.
  9. Cuore: aritmie ed anomalie dei ritmi.
  10. Stomaco - intestino: vomito, colite ulcerosa, disbiosi intestinali, diarrea, gastroenteriti, tenesmo anale, tensioni alla valvola ileo cecale e cattive digestioni.
  11. Intestino - continue alterazioni della flora batterica, diarree, enterocoliti, stipsi, infiammazioni della mucosa viscerale, villi atrofizzati, sistema nervoso enterico super eccitato, nascita di tumori all’intestino.
  12. Vescica: irritazione dolorosa della muscolatura della vescica irritata, tenesmo vescicale.
  13. Pelle: caduta di capelli accelerata, cambiamento del colore dei capelli, prurito alla pelle, esantemi, eritemi localizzati.
  14. Articolazioni: dolori articolari, disturbi reumatici, muscolari.

Vediforum su amalgame dentali, mercurio e fluoro

AMALGAMA DENTALE: PARLA UN DENTISTA
del dott. Giorgio Ugoccioni (medico dentista), da Dentro la Notizia

  • 1826, Stati Uniti: il Dottor Taveau utilizza già gli amalgami per le otturazioni dentali.
  • 1840: alcuni casi d'intossicazione da vapori di mercurio portano alla proibizione dell'utilizzo di queste sostanze.
  • 1855: ne viene nuovamente autorizzato l'uso.
  • 1926, Berlino: il Dottor Stock pubblica un vero e proprio studio sulla materia nel quale vengono resi noti i pericoli d'intossicazione da vapori di mercurio causati da amalgame.
  • Più recentemente, l'Unione Sovietica accerta che numerose intossicazioni croniche sono causate dalle amalgame e di conseguenza ne proibisce l'u so.
  • Maggio 1997: in seguito ai risultati di una perizia svolta dall'Università di Kiel per conto del tribunale di Francoforte, una grossa ditta produttrice di amalgama e tre suoi importanti collaboratori corrispondono la somma di 1,5 milioni di Marchi per evitare l'avvio di un procedimento penale nei loro confronti per lesioni personali, impegnandosi, nel contempo, a non commercializzare più questo prodotto in Germania ed a finanziare la ricerca per mettere a punto materiali alternativi per restauri dentali (N.B. L'amalgama di questa ditta è tuttora tra le più vendute in Italia). ..

REAZIONI CHIMICHE DELLE AMALGAME

Le amalgame sono quelle otturazioni grigie che vengono chiamate comunemente "piombi". Sono composte per il 53% circa di mercurio e per il rimanente 47%, in percentuali variabili, di argento, stagno, zinco e rame. C'è anche del piombo in piccole quantità.

Il mercurio e lo stagno, reagendo tra loro e con le diverse sostanze presenti in bocca (acidi, basi, ioni, ecc.), si trasformano in composti estremamente tossici che vanno a depositarsi in vari organi del corpo quali: tratto gastro-intestinale, tiroide, testicoli, prostata, fegato, pancreas, reni, capelli e soprattutto nel cervello.

In quest'ultimo, dove sono state riscontrate le concentrazioni più alte [triple o quadruple], il mercurio viene rinvenuto soprattutto nella sostanza grigia, nel cervelletto e nell'ipofisi. Queste informazioni sono state ricavate da studi autoptici su uomini ed animali. Dimostra inoltre una notevole affinità per i gruppi sulfidrici dell'emoglobina, cui si lega diminuendone la capacità di trasporto dell'ossigeno.

Nelle amalgame avvengono molte reazioni chimiche, dovute alla presenza di oltre una dozzina di composti.

Il rame si unisce a ossigeno, mercurio, cloro, rame e combinazioni di tutti gli altri metalli presenti.

.. Il mercurio metallico inorganico viene trasformato in metilmercurio organico, cento volte più tossico, dallo Streptococcus Mutans, normalmente presente nelle nostre bocche nonché responsabile in gran parte dell'insorgere della carie. Il metilmercurio, insieme all'etilmercurio, può causare danni permanenti al tessuto nervoso. ..

IL MERCURIO NON E' PRESENTE IN MODO STABILE NELLE AMALGAME

Se il mercurio rimanesse strettamente legato agli altri composti dell'amalgama, un'otturazione vecchia di 5-10 anni dovrebbe contenere ancora il 50% di mercurio. Così non è. .. Nei suoi studi Jaro Pleva, svedese, dimostrò nel 1983 che, se un'amalgama contiene in media 750 mg di mercurio e ci sono una media di otto amalgame per paziente, in cinque anni si liberano 2.640 mg di mercurio. Che fine fa? Viene eliminato solo in parte, il resto s'infiltra nei nostri tessuti.

Il quantitativo sopra citato corrisponde ad una media giornaliera di 1.446 microgrammi al dì, contro i 43 microgrammi ammessi dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) come esposizione massima giornaliera!

.. La situazione peggiora enormemente con le cosiddette "amalgame non gamma 2", che contengono elevate quantità di rame (30%) e sono oggi di gran lunga le più usate nel mondo: [esse] cedono mercurio 50 volte più velocemente rispetto alle amalgame convenzionali (3-6% di rame). Questo forse spiega i maggiori effetti tossici ad esse associati, come riportato in molti studi, con maggiore incidenza di disturbi neurologici.

SINTOMI DELL'INTOSSICAZIONE DA MERCURIO

.. Il mercurio .. determina l'insorgenza di sintomi molto comuni nel mondo civilizzato (comuni come le otturazioni in amalgama). .. I primi sintomi del mercurialismo cronico sono largamente soggettivi e riguardano principalmente le facoltà mentali: stanchezza, energia e disposizione al lavoro intellettuale ridotte, depressione, irritabilità, diminuzione della memoria (soprattutto quella a breve termine). In seguito appaiono altri sintomi somatici: aumento della salivazione, catarro cronico delle vie respiratorie superiori, infiammazioni della mucosa orale con facile sanguinamento, dispepsia, inappetenza, diarrea improvvisa, manifestazioni cutanee (eczema dermatite, orticaria), difficoltà uditive e visive (visione offuscata o doppia), difficoltà di linguaggio e nella scrittura, .. dolori articolari, disturbi sessuali, modificazioni tiroidee e, perfino, un'aumentata frequenza della carie dentale! [Si riscontra inoltre] la diminuzione dei linfociti T, nonché dell'insorgenza dell'infertilità sia maschile che femminile.

E' SEMPRE NECESSARIO TOGLIERE LE AMALGAME?

Dopo quanto descritto appare ovvio che è sempre bene togliere le amalgame. Raramente un paziente non è migliorato dopo averlo fatto, anche se a volte ciò non è sufficiente per eliminare tutti i sintomi.

.. Bisogna altresì svolgere alcuni test sul paziente che ci dimostreranno il suo livello d'intossicazione, indicandoci se sia il caso di procedere e come. In ogni caso la rimozione delle amalgame deve essere effettuata dal dentista seguendo una serie di particolari accortezze (diga di gomma, aspiratori chirurgici potenti) senza le quali gli effetti potrebbero essere più dannosi che utili al paziente. ..

COSA USARE AL POSTO DELL'AMALGAMA?

A differenza di quanto avveniva fino a pochissimo tempo fa, quando per ottenere un restauro dentale con caratteristiche biomeccaniche sovrapponibili a quelle dell'amalgama, si era costretti a ricorrere a soluzioni svantaggiose dal punto di vista economico (intarsi in oro o ceramica), oggi l'industria sta mettendo a disposizione del dentista aggiornato un sempre crescente numero di materiali (in genere resine composite con varie formulazioni) che, oltre ad avere caratteristiche di durezza e resistenza all'usura addirittura maggiori dell'amalgama, ed un prezzo solo di poco più alto, dimostrano una maggiore protezione del dente dalla recidiva cariosa e, ciò non guasta, la possibilità di effettuare restauri dello stesso colore dello smalto naturale del dente e, perciò, pressoché invisibili. ..